Giovani, non dimenticate le tragedie del Cermis

Coltivare la memoria è importante per imparare e trarre insegnamento da errori che generano orrori e questo principio deve essere esteso a tutte quelle situazioni che, come la Shoah, hanno portato l’uomo a fallire irrimediabilmente.
Lo scrivono in una lettera aperta i giovani de “L’idea”, ricordando che è da poco trascorso il 27 gennaio, ufficialmente riconosciuto come “Giorno della Memoria” e che oggi, 3 febbraio, è il 23° anniversario di un’altra tragedia che Cavalese e la Val di Fiemme non possono dimenticare: la seconda tragedia del Cermìs (1998), disastro in cui morirono 20 persone a seguito di una manovra spericolata da parte di un caccia del Corpo dei Marines USA che durante un’esercitazione tranciò il cavo della funivia determinando lo schianto della cabina. Il 9 marzo ricorrerà invece il 45° anniversario della prima catastrofe del Cermìs (1976) a causa dell’accavallamento del cavo traente con il cavo portante la cabina era precipitata a terra determinando la morte di 42 persone.
Lo Spazio Giovani “L’Idea”, che da sempre porta avanti con impegno una riflessione relativa al valore e al tema della Pace, proponendo momenti formativi e la partecipazione in diverse occasioni ad eventi particolarmente emozionanti e di alto valore morale come ad esempio la “Marcia per la Pace Perugia-Assisi”, ha invitato i giovani di Fiemme a non dimenticare quanto successo nel 1998 e nel 1976 e di fermarsi a riflettere su due tragedie che hanno colpito questa valle così drammaticamente, senza peraltro dimenticare la catastrofe della Val di Stava del 1985 con le sue 268 vittime. “Rivolgiamo quindi un invito o appello – scrivono – a tutti i giovani di Fiemme e agli adulti di riferimento (in qualità di genitori, insegnanti, educatori, allenatori, amministratori, responsabili di associazioni, ecc.) a coltivare la memoria di quanto accaduto e del perché è accaduto, non tanto per mantenere aperte ferite che sicuramente sono ancora vive nel cuore di molti, ma per contribuire a diffondere una cultura di pace e di rispetto per la vita umana, la sicurezza, il territorio e l’ambiente”.

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