Giugno: mese caldissimo anche in valle

Mai come in questi giorni i dati diffusi da Meteotrentino riguardanti le temperature e le precipitazioni del mese di giugno assumono un significato particolare, anche se – come sottolinea il climatologo Luca Mercalli – la tragedia della Marmolada non è da attribuire automaticamente alle temperature di questi mesi, ma ad un processo in atto da tempo.

Al di là della contingenza, ci pare comunque interessante riportare i dati diffusi per quanto riguarda le due stazioni di Cavalese e Predazzo.

Il dato fondamentale è che il mese di giugno è stato il più caldo in valle dopo il 2003, che molti ricorderanno, ma anche dopo il 2019.

La tendenza, comunque, come risulta dal grafico, è chiara.

Cavalese: La media di giugno è stata di 18,7° a fronte di un massimo storico (dal 1935 ad oggi) di 19,6 del 2003. La massima assoluta si è avuta invece nel 2019 con 35,8 a fronte dei 29,9 del 20 giugno.

Più basse di Predazzo (ma occorre dirlo?!) le precipitazioni con una media mensile di 108,6 mm. a fronte comunque di una media storica di 95,9 mm. Ma a Cavalese è piovuto un giorno in più (12 contro gli 11 della media storica)

Predazzo: A Predazzo quest’anno la massima ha superato i 30 gradi, ma nel 2019 era arrivata a 36,4°. La media di giugno è come a Cavalese attorno a 18,6°. Le precipitazioni, con 124,4 mm di pioggia sono state superiori alla media storica (dal 1921) che è di 108,3 mm., anche se i giorni di pioggia sono stati 11 contro la media storica di 12.

Da segnalare la cartina dei fulmini che evidenzia nettamente una forte concentrazione nelle valli di Fiemme e del Primiero, rispetto al resto della Provincia.

A livello provinciale l’analisi di Meteotrentino registra, come atteso nella calda stagione estiva, un sensibile innalzamento delle concentrazioni medie di ozono rispetto al periodo invernale.

Le polveri sottili sono invece risultate contenute per l’intero mese di giugno, con valori ben al di sotto del limite previsto per la media giornaliera di 50 µg/m3 su tutta la rete provinciale di monitoraggio della qualità dell’aria. Le concentrazioni medie mensili di biossido di azoto sono tendenzialmente in linea con quanto rilevato nello stesso mese degli anni precedenti, mentre le concentrazioni medie orarie sono risultate sempre inferiori al limite di 200 µg/m3.

Per quanto riguarda l’ozono, le condizioni di prolungato bel tempo, le elevate temperature e l’aumento della radiazione solare che hanno caratterizzato l’intero mese di giugno, hanno favorito gli episodi di smog fotochimico che contribuiscono alla formazione di questo inquinante. In alcune occasioni le concentrazioni hanno superato la soglia di informazione (180 μg/m3), ma non sono state comunque registrate concentrazioni superiori alla soglia di allarme (240 μg/m3) prevista dal D.Lgs. 155/2010.
Sul sito di Appa si può consultare il report mensile: 
http://www.appa.provincia.tn.it/

QUI invece l’analisi e i grafici di tutte le stazioni del Trentino

 

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