Giuseppe Brigadoi/Christian Leso: intervista doppia

Proponiamo la seconda delle interviste doppie pubblicate dalla US Dolomitica sul suo magazine invernale. Questa volta parliamo di sci di fondo con due atleti di generazioni differenti: Giuseppe Brigadoi (1949) e Christian Leso (2004).

 

GIUSEPPE BRIGADOI

Anno di nascita 1949

Ex atleta Gruppo Sciatori Fiamme Gialle

Campione italiano juniores di biathlon 1970

Allenatore biathlon

Direttore piste Mondiali di Fiemme 2003 e 2013

Giudice di gara e omologatore piste

Responsabile arrivo Tour de Ski

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

Quando ho vinto il titolo italiano di biathlon. Sono passati cinquant’anni, ma di quel giorno ricordo ancora che faceva un gran freddo! All’epoca non c’erano le armi di oggi: bisognava caricare le cartucce singolarmente, con grande perdita di tempo. Inoltre, i bersagli non erano mobili: i giudici attendevano la fine delle gare per controllare l’esito delle prove di tiro. Quindi, ci voleva tempo per sapere chi era il vincitore.

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Il mio sogno, come credo quello di qualsiasi atleta, erano le Olimpiadi: sapevo che non avrei mai potuto raggiungere la qualificazione, ma era quella la mia massima aspirazione.

COSA INVIDIO AI FONDISTI DI OGGI

Innanzitutto i materiali, sicuramente migliori di quelli del passato. I fondisti d’oggi, inoltre, trovano le piste già tracciate in modo ottimale: quando ero giovane, se eravamo fortunati la pista ce la preparavano gli uomini della Guardia di Finanza, ma a volte dovevamo battere noi il percorso.

COS’È PER ME LO SCI

Lo sci di fondo mi ha permesso di condurre una vita sana. Oltre ad essere una lezione di vita, lo sport mi ha permesso di conoscere tanti atleti e fare nuove amicizie, di viaggiare e vedere realtà diverse. Inoltre, lo sport mi ha portato alla Guardia di Finanza, che mi ha inviato in Valtellina dove ho conosciuto mia moglie!

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

Scuola di vita. Per il paese è sicuramente un bene avere la Dolomitica, che ha permesso e continua a permettere a tanti ragazzi di praticare sport. Un grazie è doveroso ai dirigenti, di oggi e del passato, e all’attuale presidente Roberto Brigadoi.

CHRISTIAN LESO

Anno di nascita: 2004

Iscritto al terzo anno del Liceo Scientifico allo Ski College di Pozza di Fassa

Categoria aspiranti

Primo anno all’interno della squadra A del Comitato Trentino

Primo anno di Coppa Italia

 

 

 

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

Sono ancora giovane e parlare di emozioni sportive è difficile. Forse quella che ricordo con più piacere è la prima volta che mi sono qualificato per i campionati italiani ragazzi che si svolgevano ad Entracque, in Piemonte. Andare in trasferta cinque giorni con tanti ragazzi a rappresentare il Trentino è stato emozionante. A 13 anni mi sentivo importante e orgoglioso.

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Penso che per me, come per tutti i miei compagni, il sogno nel cassetto sia quello olimpico. Nel 2026, quando avremo le Olimpiadi in casa, avrò 22 anni, forse ancora giovane per aspirare ad esserci, ma i “sogni” vanno rincorsi con tenacia e convinzione perché si realizzino e non rimangano tali. Cosciente che il lavoro per raggiungere uno scopo è difficile e pieno di ostacoli, ci proverò comunque.

COSA INVIDIO AI FONDISTI DEL PASSATO

Ai fondisti del passato invidio una cosa soprattutto: entrare in un corpo militare era molto più facile di adesso, i posti disponibili erano molti più di quelli che ci sono al giorno d’oggi. Riuscire ad entrarci vuol dire potersi allenare da professionisti per provare a raggiungere obiettivi importanti.

PERCHÉ SONO FELICE DI ESSERE UNO SPORTIVO D’OGGI

Lo sportivo moderno, in generale, ma io parlo dello sci nordico, è sicuramente più seguito di un tempo. Nulla ormai è lasciato al caso. Alimentazione, preparazione atletica, materiali in continua evoluzione…. Bisogna sicuramente curare ogni minimo particolare per emergere. Anche le piste negli anni sono cambiate, ora sciamo su piste perfette, un tempo erano dei sentieri appena tracciati. L’aspetto che più risalta oggi è la visibilità mediatica dell’atleta moderno.

COS’È PER ME LO SCI

Senza passione è difficile proseguire con qualsiasi sport; studio e attività agonistica ti impegnano veramente tanto sia a livello fisico che mentale. Dopo gli impegni di studio, uscire a correre o sciare per l’allenamento è sicuramente un modo per scaricare la tensione e ricaricare le batterie. Il sogno per un futuro da atleta è ben saldo nella mia mente, cosciente però che la vita da atleta è dura e piena di sacrifici, e che comunque è una parte di vita che termina, perciò bisogna pensare anche a cosa fare dopo, motivo per cui non è possibile abbandonare lo studio, ma è necessario pensare a lungo termine.

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

Passione, volontariato, sportività. Ne aggiungo anche una quarta: collettività.

 

 

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