Gran Festa da d’Istà, Domenica a Canazei la grande sfilata ladina

È il giorno più atteso della Gran Festa da d’Istà. Domenica 13 settembre Canazei si prepara ad accogliere la grande sfilata che ogni anno trasforma le vie del paese in un colorato incontro tra le comunità ladine delle Dolomiti.

La giornata conclusiva della 45ª edizione inizierà alle 10.00 con la Santa Messa celebrata nel prato antistante il tendone di Pian de Parèda. Alle 11.00 apriranno il tendone e la cucina tipica, mentre l’aperitivo sarà accompagnato dalla musica degli Alpenland Power.

Alle 15.00 scatterà quindi il momento clou dell’intero fine settimana: da Strèda Roma partirà la grande sfilata, con circa un migliaio di partecipanti tra bande musicali e gruppi folkloristici. A piedi, su carrozze e carri addobbati, sfileranno per il centro di Canazei indossando gli abiti della tradizione.

Concluso il corteo, sui prati di Pian de Parèda le bande si ritroveranno per suonare insieme, lasciando poi spazio alle esibizioni dei gruppi folkloristici.

La sfilata del 2026 avrà un significato ancora più particolare perché sarà dedicata agli 80 anni della Gran Radunanza di Ladins sun Sela. Per celebrare l’anniversario, il maestro e compositore Johann Finatzer ha composto la nuova marcia “Ladins del Sela”, che verrà eseguita per la prima volta dalle bande partecipanti al termine della parata.

La festa continuerà poi alle 17.00 con il pomeriggio musicale degli Steirerpower, prima della chiusura definitiva del tendone prevista alle 22.00.

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In occasione della sfilata sono previste anche importanti modifiche alla viabilità: dalle 14.50 alle 16.30 saranno chiuse al traffico le principali vie di accesso a Canazei e alcune strade secondarie. Nella stessa fascia oraria non sarà possibile transitare attraverso il paese da e verso i passi Sella, Pordoi e Fedaia.

Con la giornata di domenica si conclude così la Gran Festa da d’Istà, organizzata dalla Croce Bianca e dai Vigili del Fuoco di Canazei grazie all’impegno di circa 250 volontari: tre giorni nei quali musica, gastronomia e folklore diventano soprattutto occasione per celebrare e condividere l’identità ladina.

Foto: APT Val di Fassa

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