I sapori della diversità portati in tavola da “Le Rais”

A un anno dall’apertura dell’omonimo ristorante sociale di Cavalese, la Cooperativa “Le Rais” festeggia con una giornata dedicata alla riflessione e alla convivialità. In programma anche una cena per raccogliere fondi per il nuovo progetto della Cooperativa.

La comunità ha dimostrato di credere in questo progetto fin dagli inizi, aderendo, a fine 2020, al progetto di crowdfunding che ha permesso di raccogliere in poche settimane oltre 20.000 euro per il rinnovo dei locali e l’acquisto dell’attrezzatura. Dopo l’apertura, il locale – vista la risposta del pubblico – sembra proprio aver soddisfatto aspettative… e palati!

A rendere speciale ogni piatto servito ai tavoli del ristorante “Le Rais” è, oltre alla capacità dello chef Maurizio Bussolon, il coinvolgimento di una quindicina di ragazzi e ragazze con differenti fragilità che, attraverso questo progetto, possono mettersi in gioco, accrescendo competenze, potenzialità e fiducia in sé stessi. “La soddisfazione più grande, dopo questi primi 12 mesi di apertura, arriva proprio dai giovani che stiamo seguendo in questo percorso di inserimento lavorativo, che hanno dimostrato di poter e saper crescere, sia a livello professionale che di 

relazioni”, sottolineano Matteo Dallabona e Alessandro Ceol, due dei soci fondatori della Cooperativa.

Per festeggiare questo primo anno di attività, è stata organizzata per il 18 giugno una giornata nello stile che è proprio de “Le Rais”, con momenti dedicati alla riflessione, all’approfondimento, ma anche alla buona cucina e alla convivialità. L’evento sarà l’occasione per raccogliere fondi per la ristrutturazione di un appartamento, che verrà utilizzato in estate e in inverno per affitti turistici gestiti da alcuni ragazzi seguiti dalla Cooperativa, mentre, nei periodi non stagionali, l’appartamento permetterà di sperimentare nuove forme di autonomia abitativa.

La valle è quindi chiamata a far sentire il suo sostegno al progetto partecipando alla giornata del 18 giugno. Il programma prevede – alle 13.30 all’Auditorium dell’Istituto d’istruzione “La Rosa Bianca” di Cavalese – un convegno dedicato proprio a “I sapori della diversità”, con la partecipazione di diverse realtà sociali italiane che porteranno la loro esperienza. Si proseguirà poi all’Ottagono di Predazzo: aperitivo musicale a partire dalle 18.30 e, a seguire, cena con un percorso gastronomico attraverso i migliori piatti del ristorante “Le Rais”. Alle 22 musica dal vivo con “I Disabiliè” e gli “Scoppiati”, band romane formate da persone con e senza disabilità in un mix già rodato che animerà la serata fino a mezzanotte.

Ulteriori dettagli dell’iniziativa saranno resi noti prossimamente, ma la Cooperativa ha già aperto la prenotazione dei tavoli per la cena. Sono previsti 120 posti, la cui vendita (70 euro a persona) servirà, come detto, a finanziare il nuovo progetto de “Le Rais”. Il numero per prenotare è: 0462 890018 (anche Whatsapp).

LA COOPERATIVA SOCIALE “LE RAIS”

Nasce nel 2018 in Val di Fiemme dall’incontro tra giovani professionisti del sociale (educatori e psicologi) che hanno unito percorsi ed esperienze differenti alla voglia di lavorare per il territorio a favore dell’integrazione. Le attività si concentrano soprattutto sul coinvolgimento delle persone più fragili e a rischio di emarginazione in un’ottica di impresa sociale, nella convinzione che i progetti debbano essere sostenibili anche dal punto di vista economico. La cooperativa gestisce il convitto dello Ski College in Val di Fassa e dell’ENAIP di Tesero. Le due strutture, al di fuori del periodo scolastico, vengono utilizzate a scopo turistico.

IL RISTORANTE “LE RAIS”

Il 18 giugno 2021 la Cooperativa sociale “Le Rais” ha aperto l’omonimo ristorante a Cavalese ristrutturando i locali dell’Albergo Stella. La campagna di raccolta fondi, lanciata tramite una piattaforma di crowdfunding, ha permesso di raccogliere in poche settimane più dei 20.000 euro previsti per il rinnovo dei locali e per l’acquisto delle attrezzature, a dimostrazione che il territorio ha colto e apprezzato l’intento del progetto: unire la buona cucina con i valori dell’inclusione e della sostenibilità. Vi lavorano, affiancati dagli educatori e da professionisti della ristorazione, ragazzi con autismo, ritardo cognitivi o difficoltà relazionali che, attraverso questo percorso, hanno l’occasione di sviluppare competenze e conoscere e accrescere le proprie potenzialità.

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