Il “Capitel del Cristo” resta dov’è

Il “Capitel del Cristo” a Predazzo è uno dei tanti segni della religiosità della Regola feudale di Predazzo, accanto a quello del “Fol” e del Passo Feudo. La sua storia è raccontata esaurientemente da Bruno Bosin nel volume a più voci “La Regola feudale di Predazzo” pubblicato dallo stesso ente nel 2016. La sua collocazione sul ciglio di via Venezia ha però compromesso nel tempo la sua stabilità, oltrechè il suo aspetto, sempre inzaccherato dalle automobili.

Fatto è che lo stesso Bosin ha proposto di spostarlo di qualche metro, dopo che anche uno dei 3 tigli originali era stato abbattuto (ora ne è rimasto solo uno) al fine di salvaguardarlo, anche da un possibile crollo.

La Regola ha accettato la proposta e avviato le pratiche, ma quando sono venuti in sopralluogo quelli del Servizio beni culturali (che prima non s’erano mai occupati di quel manufatto) devono essere stati illuminati sulla via di Predazzo. “Qui non si sposta nulla” è stata la conclusione, e hanno aggiunto: “se volete spostate la strada”.

Il virgolettato è ovviamente la sintesi di ciò che, ormai mesi fa, ha raccontato nel consiglio della Regola il Regolano Guido Dezulian. Che si possa spostare una strada già statale per un capitello costruito nel 1896 che ha un indubbio valore devozionale più che artistico, parrebbe una sciocchezza. Fatto sta che lì non si tocca nulla, tantomeno l’unico tiglio rimasto. Il Regolano ha colto l’occasione per chiudere lì la faccenda. Liquidato il tecnico che se n’era occupato ci ha messo una pietra sopra. Se poi cadrà sulla strada…

La vicenda è datata, ma ha due aspetti da sottolineare: il rigore non sempre compreso degli uffici a tutela del patrimonio artistico della Provincia, e la velocità con cui, tutto sommato, la vicenda è stata archiviata dal responsabile della Regola.

E il capitello resterà lì, ancora per quanto non si sa, ma con tutti i lavori di manutenzione su cui finora nessuno ha detto nulla.

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