Il Consorzio elettrico di Pozza di Fassa

In campo energetico, tra le iniziative di maggiore importanza nelle valli di Fiemme e Fassa c’è sicuramente il Consorzio Elettrico di Pozza, che rappresenta una azienda tra le più organizzate ed efficaci per far fronte alle necessità delle famiglie e delle imprese operanti nell’ampia zona di competenza.

La prima postazione del Consorzio, come ricorda l’attuale direttore Dino Detomas, è stata realizzata nel 1914. Poi l’attività ha dovuto essere forzatamente interrotta a causa della prima guerra mondiale, per ripartire nel 1922, anno in cui, proprio la settimana di Natale, un primo segnale importante e di particolare significato per la gente della valle è stato diffuso con l’illuminazione della storica Pieve di San Giovanni.

La prima sede venne aperta a Meida, con il primo ufficio, poi trasferito nella zona del Fassa Coop fino al 1967, anno in cui quando venne realizzata la nuova sede, con due uffici, a valle dell’abitato di Pozza, dove si trova attualmente, la presidenza fu affidata a Flavio Lorenz, grande personaggio del tempo, tra l’altro diventato anche sindaco del paese, e l’incarico di direttore all’indimenticato Aldo Detomas, del quale ancora oggi si ricordano le straordinarie qualità professionali ed umane. Quando, nel 1992, è andato in pensione, il suo ruolo è stato coperto dal figlio Dino, che ancora oggi è alla guida dell’azienda, che gestisce con attenzione, competenza e sensibilità. Nel 2017, al termine di una lunga trattativa iniziata ancora nel 2001, il Consorzio ha acquistato dalla Set Distribuzione le competenze anche per le zone di Pera e Soraga, per cui oggi l’area servito comprende tutto il Centro Fassa, con Pozza, Vigo e frazioni, attualmente comprese nell’unico Comune di San Giovanni, mentre la Set continua a gestire l’energia elettrica nel resto della valle, da Mazzin a Canazei. La sede di Pozza è stata completamente ristrutturata ex novo nel 2019 e qui oggi lavorano 12 dipendenti, direttore compreso.

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Il Consorzio ha ovviamente subito le conseguenza della grande siccità che, nel 2022, ha colpito anche la nostra regione, quando si è notevolmente ridotta la portata dell’acqua dell’Avisio, del rio San Nicolò e del rio Monzoni, diminuendo sensibilmente la produzione di energia, che è passata da una media annua di circa 22 milioni di kilowattora ( in passato è stato anche raggiunto un record storico di 26 milioni) a 17,6 milioni,. “Una annata molto difficile” ricorda Detomas “addirittura con un 30 per cento in meno rispetto al 2021. Per fortuna quest’anno siamo ritornati in linea con la produzione media degli anni passati”. Al di là della crisi climatica, la valle, come dappertutto, ha sofferto anche gli effetti della pandemia. “Un periodo” ricorda il direttore “durante il quale c’è stato un drastico calo dei consumi sia da parte delle famiglie che delle aziende, con gli alberghi chiusi e le attività economiche in sofferenza. In ogni caso, abbiamo potuto cedere la nostra energia sul mercato elettrico nazionale, che ci ha così consentito di coprire il mancato introito derivante dal ridotto consumo locale. Ovviamente sono diminuite anche le risorse necessarie per integrare invece le cresciute richieste di energia durante la stagione invernale per cui abbiamo dovuto ricorrere ai grossisti nazionali”.

Per quanto riguarda gli impegni, le prospettive sono abbastanza chiare. “Sicuramente” conferma Detomas “considerate le condizioni climatiche che cambiano, non c’è più la possibilità di programmare nuovi impianti idroelettrici. Per questo abbiamo iniziato ad installare degli impianti fotovoltaici, a partire dalla centrale di Soraga, già operativa, mentre analogo lavoro è in corso sui tetti della sede, con l’attivazione prevista in autunno. Interventi indispensabili destinati a tamponare eventuali carenze di produzioni idroelettriche. È evidente che la strada è quella del fotovoltaico, anche se in Italia, specialmente per iniziativa della Terna, la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione dell’energia elettrica, stanno nascendo nuove batterie di accumulo che personalmente ritengo onerose e con durata limitata. Ne abbiamo anche noi, ma soltanto per affrontare eventuali situazioni di emergenza”.

Molto chiaro il pensiero di Detomas per quanto riguarda le cause della crisi energetica degli ultimi tempi. “Già a fine anno 2020, ancora prima dello scoppio della guerra in Ukraina, c’è stato l’incremento considerevole del prezzo dell’energia per la diminuzione dei fenomeni ventosi e la conseguente, enorme carenza di produzione da parte degli impianti eolici sul mare del nord, con l’aumento del costo dell’energia derivante dal gas e dai fossili. Inevitabile l’inizio dei fenomeni speculativi, che purtroppo sono continuati anche in seguito”.

Va comunque ricordato l’impegno del Consorzio per agevolare le famiglie. “Abbiamo praticamente lasciato inalterato il costo dell’energia elettrica, privilegiando le utenze domestiche. Nel bilancio del 2022, chiuso comunque con un utile di 1.126.000 euro, abbiamo praticato alla nostra clientela uno sconto pari a 1.800.000 euro, su un fatturato complessivo di 10 milioni, privilegiando le prime case. Praticamente, rispetto agli anni precedenti, per queste ultime il prezzo è rimasto invariato, mentre sono state rimodulate le tariffe per le altre utenze, seconde case, alberghi, negozi, impianti di risalita”.

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Difficile prevedere che cosa succederà in futuro. “Probabilmente non sarebbe possibile fare previsioni nemmeno con la sfera di cristallo. Lo vedo sempre più dedicato ad una rincorsa alle leggi, a tamponare vari decreti ministeriali. Ma non è finita ed è prevedibile che si cerchi di raccattare risorse anche dalle piccole imprese cooperative che lavorano a favore dei soci. La nostra parola d’ordine è comunque quella di sopravvivere alle crisi climatiche ed ambientali ed a governi che pescano soldi dovunque. Basti pensare che noi abbiamo dovuto versare 500 mila euro di extraprofitti nel 2022 ed altri 200 mila sono previsti nel 2023. Nonostante che ogni anno prevediamo due-trecento mila euro di spese di investimenti per materiali, linee elettriche ed impianti da sistemare. In ogni caso vogliamo continuare a lavorare e tenere duro”.

Mario Felicetti

Foto: Dino Detomas

Martino Vanzo
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