Un ponte musicale tra le Dolomiti e la Sardegna, tra la lingua ladina e quella sarda, tra due comunità lontane geograficamente ma unite dalla stessa passione per il canto popolare. Il Coro Enrosadira di Moena ha concluso nei giorni scorsi la trasferta a Cagliari e nell’Oristanese, ospite degli amici del Coro Monteferru, in occasione di un gemellaggio che ha celebrato anche il prestigioso traguardo dei 45 anni di attività della formazione fassana.
Le immagini condivise dai cori raccontano più di tanti discorsi: sorrisi, abbracci, momenti conviviali e soprattutto tanta musica, in un incontro che ha saputo mettere al centro il valore delle radici culturali e della condivisione. Due territori con una forte identità, la Val di Fassa e la Sardegna, si sono ritrovati attraverso il linguaggio universale del canto.
Uno dei momenti significativi si è svolto nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria della Rosa a Seneghe, dove il Coro Enrosadira di Moena, il Coro Monteferru e il coro Terra Mea di Cagliari hanno dato vita al concerto dal titolo “Sa limba sarda atobiat sa limba ladina”, ovvero l’incontro tra la lingua sarda e la lingua ladina.
Una serata intensa, nella quale le melodie delle montagne fassane si sono intrecciate con quelle dell’isola, creando un dialogo fatto di armonie, tradizioni e memoria. Il gemellaggio è poi proseguito anche a Cagliari con un nuovo appuntamento musicale nella chiesa di San Lucifero, dal titolo “Tramas de Boghes”, confermando il forte legame nato tra i gruppi corali.
«Un incontro stupendo, grazie di cuore», hanno scritto gli amici del Coro Monteferru sulla loro pagina facebook al termine delle giornate trascorse insieme, sottolineando il grande lavoro dei coristi e di tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’iniziativa.
Per il Coro Enrosadira questo viaggio rappresenta un nuovo capitolo di una storia iniziata 45 anni fa e portata avanti con impegno e passione: una storia fatta di canto, amicizia e valorizzazione della cultura ladina. Un anniversario festeggiato nel modo più autentico, portando la voce della Val di Fassa oltre le montagne e trasformandola in occasione di incontro.
Perché le lingue, quando diventano musica, non conoscono distanze.
Foto: FB Coro Enrosadira






