Il Festival day to day – Giorno 3. E’ proprio vero: siamo tornati al cinema!

Domenica più calda al Trento Filmfestival, alla controprova, dopo un sabato del tutto regolare, della sostenibilità, in tempi di pandemia, del ritorno in sala, non solo per le normali proiezioni, che dopo il Festival proseguiranno regolarmente anche al Modena, ma soprattutto di una rassegna cinematografica di 8 giorni, con 3 proiezioni giornaliere per un totale di 98 pellicole. Il responsabile del programma cinematografico Sergio Fant lo ha ripetuto in apertura di tutte le proiezioni, invitando ad indossare regolarmente e sempre la mascherina. “Fino a pochi giorni prima non sapevamo nemmeno se si poteva tornare in sala oppure no”.

Insomma, stiamo attenti. Da parte loro hanno evitato tutto l’evitabile: i programmi cartacei, le schede di votazione del premio del pubblico che sono disponibili online, e fatto tutto il possibile, come la temperatura all’ingresso registrata su un foglietto con tanto di nome, cognome e telefono. All’ingresso ci ferma un giornalista del TG3. “Com’è tornare al cinema”? Cosa dire! un’emozione dopo un anno e più che non entravo in una sala. E così è tutti gli intervistati, anche Bruno e Monica con cui ci siamo sorbiti 3 proiezioni per 6 film (ma con 3 corti, badate bene! Stakanovisti sì, ma con cautela…).


Non ci avevo pensato, ma a rigore di Legge l’ultima proiezione delle 20 è problematica. Arrivo a Predazzo che ho sforato il coprifuoco. Che succederà? Sabato niente, domenica c’erano due gazzelle (si chiamano ancora così?) della Polizia all’uscita del casello di Egna: sospettiamo che attendessero le 22. Tornare al cinema non è solo sedersi in poltrona, ma ritrovare un amico, una ex collega che avevamo incontrato esattamente 2 anni fa, lì davanti al Modena, e questa volta soffocando la voglia di un abbraccio.

Il Festival ha evidentemente sposato la causa di Guido Trevisan che quest’inverno ha visto il suo rifugio al Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, quasi completamente distrutto da una valanga. Il gestore infatti compare in apertura di tutte le proiezioni con un breve video in cui ricorda la volontà di ricostruire il rifugio in un’altra zona con l’aiuto di una serie di soggetti che dovrebbero sostenerlo. Buona fortuna!


Tutto questo per non parlare dei film. P.es. il divertente e goliardico “Godspeed, Los polacos”. Un viaggio di due anni di un gruppo di universitari polacchi culminato nella prima discesa da record in kayak del canyon più profondo del mondo, in Perù, mentre accadeva l’attentato al Papa Woytila e il colpo di Stato di Jaruzelski. Giusto in tempo per non tornare in patria. In concorso anche “Sous les Pins” 6 minuti di un toccante corto di animazione per ricordare i morti a causa del crollo di due dighe in Francia qualche decennio fa. Non si può non pensare a Stava.


Interessanti anche i 21 minuti di “Le grand viveur”, riprese in super8 di un operaio della comunità Walser piemontese negli anni ’70. Senza parole e sottotitolato con i commenti dell’autrice Perla Sardella. Uno spaccato di verità e di bravura narrativa.


Assieme al corto del walser Carlo Lorenzini, è stato proiettato un “lungo” “Pushed up the mountain”, film poetico sulle piante, in particolare sul rododendro,  ricorrente nell’iconografia delle nostre montagne, ma in realtà diffuso in forme e dimensioni insospettabili in tutto il mondo: dalla Scozia alla Cina dove rischia l’estinzione.


Se vi capita guardate in streaming “Away”, un film d’animazione realizzato sul suo PC da un giovane lettone, Gints Zilbalodis. Una favola moderna, con tutta la struttura delle fiabe di Vladimir Propp, che piacerà “anche” ai ragazzi. Il viaggio in motocicletta di un ragazzo in lotta con le proprie paure rappresentate da uno spirito che lo perseguita. Una storia fantastica senza dialoghi, ma con sfondi e musiche mozzafiato. Il film è stato presentato in anteprima, ma uscirà anche nelle sale cinematografiche italiane. Non perdetelo e non fatelo perdere ai vostri figli.

Ieri è stato anche assegnato in sala il primo Premio, Muse videonatura che è andato al film Songs of the Water Spirits di Nicolò Bongiorno, “film che indaga le sfide che le comunità del Ladakh (India) affrontano nel relazionarsi con un mondo in rapido cambiamento – la motivazione della giuria – da una parte un territorio di tradizioni

millenarie, nel cuore dell’Himalaya, ancora legato ad un rapporto intimo con la propria terra dove la vita semplice delle genti di montagna si intreccia con una forte spiritualità. Dall’altra l’invasione di chi cerca unicamente una risorsa turistica da sfruttare, incurante della sua fragilità.”
A domani, e ricordate che un giorno dopo l’altro questi film potrete vederli in streaming sulla piattaforma del Festival online.trentofestival.it

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento