Il Festival day to day
Giorno 2 – si torna al cinema, quello di Paolo Cognetti

Avvio bagnato per le proiezioni del Trento Filmfestival in una città che non ricordavamo così triste e che ti costringe alla cena al sacco anche se la montagna la vedi solo sullo schermo. Un cinema Modena con l’ingresso e i servizi completamente rinnovati, due termometri a polso e un foglietto in cui indicare generalità e temperatura, ci hanno accolto con due amici, Monica e Bruno, per la prima proiezione assoluta della sezione “Orizzonti vicini”.


Un’emozione per il pubblico che è ritornato in sala e per gli stessi organizzatori che forse non speravano fino a poco tempo fa di  ritrovare le sale “semipiene” e che hanno manifestato la propria soddisfazione.
Il primo orizzonte “vicinissimo” è stato “Venìa” il corto di Emanuele Confortin presentato da Montura che non ci ha comunque entusiasmato. Un onesto breve documentario su allevamento e alpeggio nel Primiero.
Il racconto dei gestori di malga Venegiota non ha aggiunto nulla alla narrazione della vita dei pastori e dei malgari, ancorchè in tempi difficili come l’estate 2020, né le immagini sono riuscite a trasmettere il senso profondo della vita in montagna ai tempi del Covid.


Ci è riuscito un po’ di più il corto di 26’ “Con il sorriso” di Andrea Azzetti che ha raccontato, con le parole di Roberta, ma soprattutto con le immagini del rifugio Roda di Vael che gestisce, cos’è stata l’estate 2020 per i rifugisti. E’stata dura, ma non si può abbandonare un presidio della montagna, ha raccontato. Si è capito però che più poté la passione del dovere di proseguire l’attività del marito caduto in montagna o di garantirne il presidio. Tant’è che continuerà finchè avrà voglia di sorridere e accogliere gli escursionisti. Le sue due figlie sono sembrate d’accordo.


Ci si attendeva di più anche dall’altra proiezione speciale “Il Brenta raccontato a mio figlio” di Alessandro De Bertolini, presente in sala, biker e giornalista preparato e coinvolgente, che però ci ha intrattenuto per quasi metà dei 50 minuti a raccontare il rapporto col figlio di un anno e 10 mesi nei 10 giorni del giro del Brenta in bicicletta, col suo mezzobusto su sfondo nero. Il film ha incuriosito, ma gli interrogativi su come un bimbo di meno di 2 anni viva una tale esperienza e sui suoi risvolti psicologici, sono stati lasciati alle intense parole del padre piuttosto che alle immagini della loro vita quotidiana, comunque accattivanti anche per la simpatia del bambino che si è fatto sentire pure durante la proiezione. La bravura di De Bertolini che, sostenuto anche dal Parco Adamello Brenta, ha illustrato sprazzi di storia dolomitica, vale comunque la visione.


Del tutto in linea con le aspettative invece “Paolo Cognetti. Sogno di un grande nord” di Dario Acocella. Pronto per lo scorso anno e rimasto bloccato dalla pandemia era particolarmente atteso.
Assieme all’amico Nicola Magrin, lo scrittore lombardo, ha percorso le orme degli scrittori americani  Hemingway, Carver, London e Melville, ma soprattutto quelle di Chris McCandless, fino al pullman dove il protagonista di “Into the wild” (il libro di Jon Krakauer del 1996 di cui molti ricorderanno sia la trasposizione cinematografica del 2007 sia la bella e famosa colonna sonora di Eddie Vedder) è morto di fame, forse avvelenato dalle erbe con cui è finito per cibarsi, dopo essere sopravvissuto per 3 mesi e aver trascorso gli ultimi giorni in quella carcassa di metallo. Su quel pullman Cognetti si è steso e c’è salito sopra, quasi imitandolo o immedesimandosi nel giovane Chris morto nel ’92 a 24 anni, a conclusione del suo percorso a ritroso nelle delusioni, nelle aspettative e nelle speranze di un aspirante scrittore. Con un ultimo dilemma circa la possibile coesistenza di amore e libertà. Il film sarà riproposto oggi pomeriggio. Da non perdere lo streaming quando sarà disponibile.


Un incontro indovinato fra cinema e letteratura.
Nel giugno del 2020 il pullman, ormai diventato un simbolo, è stato rimosso da un elicottero per problemi di sicurezza. Forse Cognetti è stato l’ultimo a salirci sopra.


Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento