Il futuro è adesso

Ecco l’ultima puntata della rubrica “Turismo e dintorni”, curata da Guido Travaglia, già direttore dell’APT Val di Fiemme.

L’emergenza sanitaria sta per finire. A breve tutti dovranno rimboccarsi le maniche e aggrapparsi con tenacia alle certezze rimaste, che sono molte: un’offerta turistica intatta, un ambiente naturale incomparabile, una notorietà che genera mercato, una credibilità da spendere.  Le criticità non risolte, eredità del passato, dovrebbero però essere rimosse.

Per buona sorte, all’orizzonte ci sono le Olimpiadi invernali MILANO CORTINA 2026 (6-22 febbraio); accanto alle due principali città assegnatarie, ci sono altre cinque località, tra cui Fiemme e Pinè in rappresentanza del Trentino; esse saranno sede di importanti gare destinate ad essere al centro dell’attenzione mediatica mondiale.

Le Olimpiadi sono sempre state fattore di formidabile rilancio per le sedi ospitanti; per le destinazioni ad alto tasso di sviluppo turistico, la chiave di volta di rilancio di una crescita garantita per diversi anni: dove sia il settore privato che quello pubblico devono recitare un importante ruolo. L’occasione è imperdibile anche per ottimizzare la competitività del territorio.   Ci separano poco più di 4 anni, non molti, dalla data delle Olimpiadi: se si vuole realizzare qualcosa di memorabile, è necessario farlo ora. Gli impianti sportivi per svolgere le diverse gare sono in gran parte disponibili, l’assetto organizzativo già collaudato: l’attenzione dovrà quindi focalizzarsi interamente su alcuni qualificati interventi strutturali per conferire grande appeal alle destinazioni.

Disporre di siti sportivi perfetti rappresenta il minimo sindacale; da un’Olimpiade è doveroso aspettarsi ben altro!  Allo stato attuale, mentre la politica cerca di mettere in fila i problemi, appassionata più all’equilibrio delle poltrone che ai progetti da realizzare, da parte della società civile sorgono sollecitazioni e proposte di soluzione a diverse problematiche, tra cui è particolarmente sentita la qualità della mobilità, sia in Fiemme che in Fassa.

La viabilità realizzata fino ad ora ha privilegiato il trasporto su gomma, che sta causando non pochi disagi e danni all’ambiente, e disturba l’aumentata sensibilità ecologica della gente. Ciò sta alimentando il dibattito, nazionale ed europeo, anche sull’ utilizzo delle risorse del Recovery Fund che, accanto alla digitalizzazione, punta dritto alla transizione energetica ed ecologica.

E possiamo ben affermare che queste tematiche di fondo trovano una declinazione coerente in alcune concrete proposte che sono sul tavolo per risolvere le criticità della mobilità nelle valli di Fiemme e Fassa. Trattasi de Il trenino dell’Avisio, del Bus Rapid Transit-BRT e del Fiemme ‘26.  Ma non solo.

Per il trenino dell’Avisio, l’associazione Transdolomites da anni fa opera di sensibilizzazione per collegare, con binario unico di km 85, Trento con Canazei, passando per la val di Cembra: 25 le stazioni, la durata del viaggio di 80 minuti, la velocità di 100/120 km/h. Costo previsto 800 milioni di euro. I tempi di percorrenza, la capillarità delle fermate, l’orario cadenzato ogni 30’, l’offerta integrata con accessibilità facilitata, confort e ridotto impatto ambientale, sono i punti di forza.  La nostalgia per il trenino Ora-Predazzo (chiuso il 10 gennaio 1963), è il motore della proposta, e guarda ai modelli virtuosi di alcuni tratti di montagna delle ferrovie svizzere (Zermatt, Wengen, ecc.), così come alla ferrovia Trento-Mezzana che alle stazioni di Marilleva e Daolasa connette con gli impianti dello skirama versante val di Sole, o alla ferrovia della Pusteria che a Perca si collega con il Plan de Corones. Tiepido sembra essere però l’interesse da parte dei decisori politici. La soluzione potrebbe trovare nuovo slancio a seguito della decisione delle Associazioni industriali di Trento, Bolzano e Belluno di incaricare l’Università di Padova di redigere uno studio preliminare “che definisca gli scenari pre e post Olimpiade, del sistema delle infrastrutture di trasporto di interesse per il territorio dolomitico” (Ring Ferroviario Dolomiti). 

Maggior attenzione presso i politici di piazza Dante pare suscitare il progetto Bus Rapid Transit. Con Il BRT si intende potenziare il servizio di trasporto pubblico su gomma. Ad esso sembrano destinate il 50% dei 120 milioni di euro, ottenuti dalla Provincia per le Olimpiadi. Mezzi di trasporto capienti e confortevoli, da far girare sui tracciati stradali esistenti, ma migliorati, con corsie differenziate, entrate a raso, apposite stazioni e parcheggi di attestamento. Dovrebbero essere interessati, in un primo momento, 18 dei 40 chilometri necessari per coprire Fiemme e Fassa. È una soluzione di taglio tradizionale che non fa sognare, ma ha un piano finanziario rigoroso e sostenibile.

Di taglio diverso sembra essere il progetto, noto come “Fiemme26” e ideato dall’ ing. Ezio Facchin, presentato ad alcuni sindaci. Un’infrastruttura a fune si abbinerebbe al trasporto su gomma: una cabinovia, con tratti sospesi per superare dislivelli o strettoie, che si alternano con il carico della cabina stessa su un carello automotore a propulsione elettrica, che prosegue a terra su una corsia in sede riservata, alla velocità di 50 km/ora. Le stazioni sono previste sia in centro abitato che presso le aree di partenza dei caroselli sciistici. I tempi di percorrenza dei 23 chilometri tra Cavalese e Soraga sono previsti in 43 minuti con 14 stazioni. Il costo complessivo è attorno ai 200 milioni di euro. L’opera è innovativa, con indubbie ricadute di immagine positiva per le destinazioni turistiche. 

Tutte le ipotesi descritte riguardano la mobilità, mentre per la viabilità sono attese le circonvallazioni, in gran parte in galleria, da realizzare nella media-alta val di Fassa. E anche qui c’è chi spinge per risolvere il collegamento con le “metropolitane volanti”, ossia con gli impianti a fune, sul modello di quelli già attivi in grandi città come Berlino, Londra o Madrid.

Le scelte, tra queste ipotesi o su altri progetti, avrebbero dovuto già essere compiute: ora però sta passando l’ultimo treno! L’occasione delle Olimpiadi 2026 è unica e irripetibile, e deve essere gestita da una leadership competente, autorevole e credibile, a livello provinciale e locale.  

Il Governo del Trentino, finora in tutt’altre faccende affaccendato, deve diventare protagonista e fare delle scelte chiare, con impegno diretto, con progettualità mirata e programmazione rigorosa!  

L’assegnazione dell’Evento Olimpico ha premiato il Trentino: spetta al Trentino, assieme alle Valli interessate, decidere in casa propria, lasciando una impronta indelebile, per gli anni a venire, nel segno delle Olimpiadi invernali.

Il futuro non è domani.

Il futuro è adesso!

 

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento