Il futuro nostro e degli impianti

Non vogliamo tornare sulle circostanze di quanto è accaduto quest’inverno, nè sul merito nè sui modi con cui gli impianti e le piste e il turismo alpino sono stati colpiti. Come fa sempre la gente di montagna, abbiamo incassato il colpo e ora pensiamo solo a ricominciare.

“La scorsa settimana le regioni gialle hanno avuto dal CTS e dal governo il via libera per la riapertura della stagione sciistica a partire da domani lunedì 15. E ora, domenica 14, ore 20, dopo collaudi fatti, dipendenti assunti, piste battute arriva lo stop?”, dichiarò alla stampa Valeria Ghezzi nei minuti immediatamente seguenti alla retromarcia del governo arrivata a metà febbraio. Lo stesso discorso può essere ripetuto anche dagli albergatori e rifugisti che hanno firmato contratti, riscaldato le strutture, acquistato derrate e materiali.

 “È stato lo Stato che ci ha dato il via libera, nonostante noi si abbia operato nel pieno rispetto delle normative. Siamo furiosi, sembra una presa in giro. Ci aspettiamo almeno che l’ultima frase del comunicato stampa del Governo abbia un’applicazione immediata e urgente”. La frase in questione è quella che fa riferimento agli indennizzi: “Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”.

C’è rabbia tra gli associati: ANEF rappresenta il 90% delle aziende funiviarie italiane, distribuite sia nei territori alpini, sia in quelli appenninici ed è la prima ed unica Associazione degli imprenditori funiviari riconosciuta e aderente a Confindustria: “Ci stanno sottoponendo è un gioco al massacro che non può che generare rabbia in tutta la comunità alpina”, dicono i suoi soci.

Anche se in Lombardia, Veneto e Piemonte i rispettivi presidenti di regione hanno firmato le ordinanze per le riaperture e le date sembravano certe, si apprendono ora i dubbi legati principalmente al parere del Comitato tecnico scientifico (CTS) che – ha fatto sapere – sconsiglierà al governo di riaprire le piste anche nelle zone gialle a causa della preoccupante diffusione delle varianti del coronavirus.

“Al nuovo governo guidato da Mario Draghi chiediamo risposte chiare”, continua Valeria Ghezzi. “Per la salute degli italiani in primis, ma anche per il nostro mondo ormai al collasso economico”. 

L’intervista completa di Enrico Maria Corno a Valeria Ghezzi è pubblicata sul numero di febbraio de L’Avisio, scaricabile qui.

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