Il primo italiano a fare il giro del mondo a piedi racconta la sua impresa a Predazzo

Trentacinquemila chilometri, venticinque paia di scarpe, cinque anni di cammino e un mondo intero attraversato un passo alla volta. È l’impresa di Nicolò Guarrera, che con il progetto Pieroad ha compiuto il giro del mondo a piedi, diventando il primo italiano a riuscire in nell’impresa. Da quel viaggio è nato “Con i piedi per terra”, il libro uscito da pochi giorni che racconta la sua avventura e che Nicolò sta presentando in questi giorni in Valle di Fiemme.

A portarlo a Predazzo è la Cooperativa sociale Le Rais, che ha costruito attorno alla sua visita un programma diffuso di incontri e di esperienze sul territorio. Si è cominciato martedì 20 maggio con una cena mondiale al Bistrot di Villa Flora, dove sono stati serviti cinque piatti scelti tra i paesi attraversati durante il viaggio, raccontati uno a uno dallo stesso Nicolò. Stamattina è stata la volta della presentazione del libro in Biblioteca, mentre stasera, giovedì 21 maggio alle 20.30, l’appuntamento è al Cinema Teatro di Predazzo per una serata gratuita e aperta a tutta la comunità, in cui Nicolò ripercorrerà le tappe del cammino, le motivazioni che lo hanno spinto a partire e ciò che rimane quando si decide di misurare il mondo con il ritmo più antico, quello dei propri passi.

Da venerdì a domenica il progetto si sposta poi sui sentieri, con un trekking di gruppo sul Lagorai accompagnato dalla guida di media montagna Paolo Gabrielli. Per Nicolò sarà la prima uscita dell’anno, affrontata, come ha raccontato lui stesso, con la dose di umiltà che la montagna chiede sempre, anche a chi si porta sulle gambe cinque continenti.

Nei suoi cinque anni di cammino Nicolò ha riempito ventidue diari e scattato quasi ventimila fotografie, ha attraversato l’Atlantico in barca a vela, ha camminato nel deserto australiano insieme a Ezio, il passeggino da trekking che ha sostituito lo zaino e che con il tempo è diventato un vero compagno di viaggio, tanto da meritare un nome e qualche conversazione quotidiana lungo la strada.

Shiatsu Zuo

Il viaggio è stato sostenuto dai risparmi accumulati lavorando a Milano dopo la laurea, dalle donazioni di chi lo ha seguito sui social e da alcuni sponsor tecnici. Ma più dei numeri, racconta Nicolò, ciò che resta è la consapevolezza che la migliore delle spezie non è la fame, ma la compagnia, e una rinnovata gratitudine per le amicizie che hanno saputo aspettarlo a casa.

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