E’ uscito da poco il nuovo libro di Graziano Bortolotti, scrittore di gialli e noir di Castello di Fiemme, dal titolo “Il ragno: i casi della squadra Zeta”. Bortolotti ha passato da poco i 60 anni, gli ultimi 20 a scrivere, soprattutto a pubblicare, libri fra il giallo il noir e il thriller. Ha iniziato nel 2005 con “La guerra non è mai finita”, proseguendo poi con “Pista di sangue” (2009), “Il richiamo del cedro” (2013), “Le anime vendute (2019) e “La caccia” (2021) e nel 2024 “Il ragno”.
Il tempo, apparentemente fermo da due anni, all’improvviso riprende a scorrere, come se l’effetto di una mano invisibile girasse una clessidra e lo costringesse di nuovo a scandire l’ineluttabile scorrere della vita.
E così, la minaccia di morte giunta sottoforma di una poesia scabrosa e di una lettera anonima, viene inaspettatamente scoperta e poi interpretata da Giusy Rea, una grafologa e investigatrice privata. Il caso riguarda la scomparsa di Alexandra Magistri, una giovane anestesista di Varese uscita un giorno di casa per andare a lavorare e mai più tornata. La sparizione di Alexandra però non è un fatto isolato, nel triangolo tra Varese, Pallanza e Como, sono scomparse altre due giovani donne e le indagini non hanno dato alcun riscontro.
Questa è la storia della squadra zeta, l’ultima degli ultimi, un manipolo di investigatori e un cane addestrato per la ricerca di cadaveri, messi ai margini da vicissitudini personali nonché perseguitati a loro volta da una sorte non proprio benevola.




