In Fassa la residenza per artisti “Becherle”

Tra il 12 e il 18 dicembre 2022 tra la Val di Fassa e la Val di Fiemme si è svolta una residenza per artisti promossa da Artcipelago con il sostegno della Fondazione Caritro, la Scola de Fascia-istituto Comprensivo Ladino di Fassa, il Comune di Predazzo e con la curatela di Pierangelo Giacomuzzi del gruppo TREEFISTERS.

Il tema fondante della residenza è stata la condizione di instabilità territoriale, culturale e paesaggistica dovuta alle conseguenze della tempesta Vaia andando nello specifico ad indagare il momento attuale caratterizzato da una forte presenza epidemica di bostrico. La residenza è stato il momento finale di un ciclo d’incontri rivolti a popolazione e studenti che a partire dall’estate 2022 sono stati coinvolti da Artcipelago in incontri sul territorio attraverso confronti che non si sono limitati agli ambiti scentifico- forestali ma hanno spaziato dall’antropologia all’arte, dalla silvicoltura alla filosofia.

Alla residenza hanno preso parte due coppie di artiste/i che si sono aggiudicate/i la call 4 artists lanciata da Artcipelago a fine settembre e che nello specifico hanno prodotto due progetti completi di workshop rivolto agli studenti delle classi quinte del Liceo Artistico di Pozza di Fassa_Sen Jan e di un’opera d’arte da lasciare al territorio che è stata presentata nel momento conclusivo della residenza il giorno 18 dicembre nei boschi di Predazzo tra lo stadio del salto e Mezzavalle.

Lucrezia Di Carne (Trento) e Roberta Segata (Cavalese) hanno sviluppato un progetto che indaga lo stato attuale del bosco raccogliendo fisicamente parti derivanti dallo stesso cercando di fermare l’attuale momento per metterlo sottovetro e portarlo nel futuro, la loro opera “archeofuturista” denominata Tree down here si presenta come un baule ricco di esperienze, di materiale naturale, di immaginari futuri cercati e voluti, di emozioni e sensazioni, di chiamate dal bosco e per il bosco. Un progetto indagatore e rivolto a quel che sarà e con lo scopo di preparare le popolazioni locali all’ovvio e naturale cambiamento ambientale in corso. Un progetto tra il reale, concreto e tangibile che ci circonda e l’immaginazione, impalpabile e sperata corredata dagli scritti pensati dagli studenti per il bosco del domani.

Per la loro opera Lara Ilaria Braconi (Milano) e Gianmaria Brizzi (Carrara) si sono concentrati sul valore spirituale del bosco e allo stesso tempo hanno portato ad annullare la gestualità della pittura, medium a loro congeniale e necessario, (gestualità ed espressività che hanno invece sviluppato e indagato con gli studenti durante il loro workshop), per lasciare invece parlare la natura attraverso le proprie forme. Il loro lavoro prende ispirazione dalle sindoni e dalla carica rituale e spirituale che ne derivano. Una serie di forme facenti parte di scarti di lavorazione silvocolturali sono diventati immagine e pensiero impressi su una tela attraverso una tecnica sperimentale che ha visto la sepoltura sotto la neve come un momento intimo vissuto da pochi e il disseppellimento come un’epifania condivisa con gli spettatori. Il processo dell’opera I sentieri del mondo mette in crisi l’antropocentrismo ponendo delle domande allo spettatore: Possiamo parlare di una colpa? Possiamo intenderci d’una perdita d’attenzione nei confronti del bosco così come della natura in toto? Questo coleottero può essere il nostro specchio del resto? Se avessimo la stessa facoltà di visione micro/macrocosmica data dalle nostre dimensioni nei confronti di questa situazione anche sull’agire dell’uomo sulla superficie della terra, riusciremmo ad individuare la medesima condizione d’erosione tramite l’agire lungo le strade composte dalle nostre azioni? Potremmo essere in grado di denotare quegli stessi processi di lento erodere la vita da un’altra forma in funzione della propria? Potremmo anche accorgerci di quando tutto ciò è avidamente irreparabile?

L’opera di Braconi e Brizzi diventerà parte integrante del paesaggio facendo da vessillo a un bosco che, come lo conosciamo ora, andrà scomparendo mentre l’opera di Di Carne e Segata sarà in divenire e in completamento stoccando nel tempo nuovi elementi e nuovi spunti nella collezione di archeoggetti futuristi diventando opera pubblica consultabile da chi vorrà approcciarsi al nostro territorio con uno sguardo aperto ed indagatore.

Per maggiori info artcipelago@gmail.com FB: artcipelago

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