In piazza per la riapertura

“Adesso basta!” Questo il titolo della manifestazione che si è da poco conclusa in piazza a Predazzo. Oltre duecento persone – ristoratori, baristi, albergatori, maestri di sci, partite Iva, lavoratori del turismo e anche cittadini solidali con le categorie più toccate dalla situazione – si sono riunite nella piazza del municipio per chiedere la riapertura di tutte le attività economiche. 

Al termine di una stagione invernale “fantasma”, gli organizzatori Luca Dallio e Elisabetta Delladio, ristoratrice di Predazzo il cui sfogo dei giorni scorsi ha avuto centinaia di condivisioni (leggilo qui), hanno chiamato a raccolta le valli di Fiemme e Fassa per far sentire la voce di chi nulla chiede se non di poter lavorare. Ad aprire la lunga carrellata di interventi, la sindaca di Predazzo Maria Bosin, che ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione a quanti si ritrovano in difficoltà a seguito delle conseguenze economiche dell’epidemia: “E’ giusto che facciate sentire la vostra voce”, ha detto la prima cittadina.

Alcuni maestri di sci hanno sottolineato le difficoltà del settore: “Il futuro del turismo montano è a rischio”, hanno detto al microfono, applauditi dai presenti. Tante le storie raccontate di chi si era organizzato per lavorare in sicurezza durante l’inverno e poi non ha potuto farlo, di chi non riesce più a fare programmi, di chi si trova a fare da “banca” ai propri dipendenti stagionali sempre più in difficoltà economica. Gli intervenuti non hanno chiesto sostegni: “Non vogliamo la carità, ma solo la possibilità di lavorare”. Il messaggio ribadito sul palco più volte è stato quello che senza lavoro non ci può essere libertà, dignità né futuro. Alcuni intervenuti hanno poi invitato alla disobbedienza civile, ad aprire nonostante i divieti: “Teniamo alta la testa!”.

Nelle parole di Anna Divan, responsabile del Tribunale del Malato di Fiemme, Fassa e Alta Val di Cembra, tutto il peso sociale di questa situazione: “Per la prima volta in 20 anni che ricopro questo ruolo, nell’ultimo mese ho ricevuto diverse chiamate di aiuto da chi non ce la fa più a sostenere la famiglia. Gente in difficoltà che chiede solo generi alimentari, perché non sa più come acquistarli”. Alcune testimonianze hanno però dimostrato come la valle sappia rispondere anche a queste richieste d’aiuto, con associazioni e privati che si sono messi a disposizione per offrire del cibo, aiutare a pagare una bolletta, dare una mano a chi ha bisogno di spesa, acquisto farmaci o ascolto.

La manifestazione si è conclusa poco prima delle 17. L’ultimo a intervenire sul palco è stato Luca Dallio, uno degli organizzatori, che ha congedato la piazza con un messaggio chiaro: “Se non arrivano presto risposte, siamo pronti – con gli altri gruppi  del Trentino – a scendere sull’Autostrada del Brennero”.

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3 commenti su “In piazza per la riapertura”

  1. Complimenti… Per noi la montagna è vita…. Vogliamo lavorare… Con responsabilità e in sicurezza… Noi le regole le rispettiamo

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  2. sono un albergatore , ho avuto un hotel per molti anni in Fassa, attualmente sono in altra valle del Trentino, mi associo in pieno all iniziativa .
    Non posso però non rimarcare come più volte ho fatto questo inverno, che una parte degli operatori turistici trentini sono stati del tutto passivi verso la mancata apertura degli impianti ,in particolare gli impiantisti stessi.io in novembre e dicembre ho scritto varie mail sia al Superski sua alla Sitc Canazei ed ho sempre trovato un atteggiamento remissivo passivo e rassegnato .I trentini mi spiace dirlo, in inverno hanno fatto poco o niente per portare avanti le loro ragioni,si sono fatti calpestare dal governo centrale .Anche i politici eletti in regione niente hanno fatto per i loro territori.Questo deve essere un monito per chi colpevolmente , con la pancia piena, ha dormito .comunque oggi bravi per la manifestazione mi associo .

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  3. Le regole ci sono già , non serve far spendere altri soldi alle uniche categorie che si sono messe in regola . La chiusura di bar ristoranti, parrucchieri/e , palestre , centri benessere, negozio ecc ecc ha dimostrato che il problema dei contagi non parte da loro ma da altro . Credo che ora sua necessario una forte presa di posizione da parte della Provincia forte del grifo di protesta che sale dalle valli . La Provincia deve iniziare a far valere la propria autonomia o dica chiaramente che l’autonomia del Trentino è carta straccia.

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