In Val di Non, a cento metri di profondità dentro una miniera ancora attiva, è entrato in funzione Intacture. È il primo data center europeo realizzato in un sito estrattivo operativo. L’infrastruttura sorge nel comune di Predaia, all’interno della miniera di dolomia di Tassullo, ed è gestita da Trentino DataMine.
Il progetto è stato realizzato in poco più di due anni. La società è nata nel settembre 2023. Dopo la fine delle attività estrattive nel 2024, durante il 2025 sono state completate le infrastrutture e i sistemi tecnologici. A dicembre 2025, con i collaudi positivi e l’installazione del cluster di supercalcolo, il data center era pronto.
I numeri raccontano la portata dell’opera. Sono stati estratti 63.000 metri cubi di roccia, poi riutilizzati. Posati 54,4 chilometri di cavi nella prima fase e 3,1 chilometri di tubazioni. Le due gallerie operative misurano centosettanta metri, con sette metri di altezza e dodici di larghezza. Le sale server si trovano a cento metri di profondità, collegate alla superficie da un cavedio verticale di quaranta metri chiamato Fornello.
Al centro dell’infrastruttura c’è una piattaforma di supercalcolo per l’intelligenza artificiale. Il cluster può raggiungere circa 200 Petaflops per l’inferenza AI e una capacità di archiviazione fino a 10 Petabyte. Le applicazioni riguardano ricerca scientifica, sanità digitale, industria, cybersecurity e logistica.
L’impianto punta su sicurezza e sostenibilità. Oltre 90 milioni di metri cubi di roccia proteggono i dati da rischi fisici, sismici ed elettromagnetici. La temperatura della roccia, stabile intorno ai 12 gradi, permette il raffreddamento naturale per circa il 75% dell’anno. Il consumo d’acqua è pari a zero, grazie a un circuito chiuso. L’energia proviene al 100% da fonti rinnovabili, soprattutto idroelettriche locali. L’efficienza energetica supera del 30-40% la media europea dei data center tradizionali. L’infrastruttura ha già ottenuto le certificazioni ANSI/TIA-942 Rating IV e ISO 22237 Class 4 by Design, i massimi livelli internazionali.
Intacture è anche un primato di metodo. Il 30 aprile 2026 è diventato il primo progetto della Missione 4 del PNRR ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Il finanziamento pubblico è stato di 18,4 milioni di euro, su un impegno complessivo di oltre 50 milioni. Il modello adottato è un Partenariato Pubblico-Privato istituzionalizzato, con la governance scientifica affidata all’Università di Trento.
La compagine societaria di Trentino DataMine unisce ricerca e impresa. L’Università di Trento detiene il 49% del capitale. Il restante 51% è di quattro imprese trentine selezionate con gara pubblica: Covi Costruzioni, Dedagroup, Gruppo GPI e ISA – Istituto Atesino di Sviluppo. General contractor è Covi Costruzioni.
Foto: PAT






