Incentive e Team Building: il futuro della nostra ospitalità passa anche da qui

Leggenda vuole che qualche anno fa la dirigenza dell’Inter affittasse un intero bed & breakfast di lusso in Val di Fiemme per qualche giorno nel mese di giugno per pianificare in un ambiente rilassato e riservato il mercato della stagione seguente. Moratti & Friends si sedevano a bordo piscina, o in giardino o nella elegantissima sala da lettura e programmavano il futuro. Erano i tempi del triplete nerazzurro.

Ecco, questo è solo uno dei tanti esempi di attività MICE che le aziende possono fare in montagna: ma anche convention con i clienti, corsi di formazione per i giovani e di aggiornamento per i tecnici, viaggi premio per i venditori, presentazione di nuovi cataloghi alla stampa…

L’Italia è leader in Europa e al secondo posto nel mondo dietro agli Stati Uniti nel turismo congressuale e MICE, secondo il report globale ICCA GlobeWatch. Il successo si basa su un modello fortemente policentrico ed eterogeneo: non esiste un solo polo dominante ma una rete diffusa di grandi hub urbani (Roma e Milano, dove alcuni centri congressi tra i più grandi d’Europa sono la location ideale per eventi nel settore finanza, moda, design e innovazione) e territori d’eccellenza come Bologna, Venezia e Firenze che sono poli di attrazione di natura diversa, senza dimenticare Rimini e la Riviera Romagnola e Riva del Garda.

Cassa Rurale Val di Fiemme

E il settore della montagna sta crescendo. Si chiama “Mountain Bleisure”, una sincrasi tra business e leisure, un ambito in grande crescita perché trasmette l’immagine della sostenibilità, della salute, del benessere, della pace e della libertà che si possono avere solo in montagna: «Oltretutto ora la montagna si sta attrezzando con strumenti che possono garantire una accoglienza ancora più armonica rispetto ad altri generi di destinazione», ci racconta Sandro Santi, amministratore unico di Eventi Aziendali Milanesi, agenzia leader nel settore a livello nazionale.

«Al di là della richiesta crescente di ospitare eventi in ambienti autenticamente a contatto con la natura, oggi la montagna italiana è capace di offrire servizi di eccellenza in una prospettiva unica, fatta di relax, bellezza, servizi di team building e di ambito sportivo, sia d’estate che d’inverno. Le aziende cominciano a trovare sull’arco alpino sempre maggiore disponibilità di chi offre servizi chiavi in mano: prima c’era solo una offerta frammentata dove ora è integrata e il soggiorno di livello fa il paio con spazi congressuali adeguati, con l’intrattenimento, con le opportunità di team building e le mille esperienze sportive all’aria aperta».

«Noi personalmente ma in genere tutta la Val di Fiemme e la Val di Cembra ci crediamo molto. L’ultimo che abbiamo organizzato prevedeva una visita alla Magnifica Comunità, non solo per far capire ai presenti cos’è la Val di Fiemme ma anche per trasmettere ai partecipanti cosa significhino la comunione di intenti e la solidarietà che storicamente ci contraddistinguono. E poi ci sono stati altri momenti di condivisione come rafting sull’Avisio, un party in piscina nella nostra Infinity Pool e un pranzo all’aria aperta in quota in un nostro maso del 1600. 35 persone che sono arrivate come colleghi e se ne sono andati “da amici”: certamente molti di loro torneranno da turisti…», ci racconta Paolo Gilmozzi, presidente dell’APT di Fiemme nonché proprietario dell’attivissimo Hotel La Roccia.

Shiatsu Zuo

Quali sono le caratteristiche che una destinazione di montagna deve avere per essere appetibile in questo settore? Cosa vuole fare la Val di Fassa al riguardo? «C’è bisogno di una nuova mentalità che voglia fare turismo in maniera diversa. Questo è l’impegno più grande che dobbiamo prenderci», continua Nicolò Weiss, direttore dell’APT della Val di Fassa che crede molto nella nuova avventura. «Trattare con i turisti è cosa ben diversa dal trattare con le imprese che si pongono obiettivi concreti dal soggiorno che scelgono di fare qui. Bisogna riuscire a soddisfare le loro aspettative. Non basta avere belle vette. È anche un’opportunità per sfruttare l’autunno e accentuare la destagionalizzazione».

È anche una questione di strutture e disponibilità: «Dobbiamo avere un catalogo di attività e di esperienze da fare nella natura adatto allo scopo, dall’andare in cima a una vetta al saper organizzare banalmente un workshop in un rifugio. Non tutti gli alberghi hanno sale conferenze, attrezzate con sistemi audio e video all’avanguardia: la cultura dell’ospitalità Mice prevede che si investa anche su queste risorse così come nelle aperture prolungate fuori stagione. È come quando 8 o 9 anni fa abbiamo cominciato a credere nel club di prodotto della bici e abbiamo investito su sale per il bike washing o sulle aree con tavoli da lavoro per la manutenzione della bici». Allora sembrava una scommessa al buio e oggi sono diventati asset imprescindibili.

Enrico Maria Corno

Immobiliare Fassana
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