Insetti sugli scaffali?

Ne abbiamo parlato con Luca Giongo, direttore generale di Fassa Coop, che racconta anche come è cambiato negli anni il carrello della spesa.

Direttore, le nuove autorizzazioni a commercializzare alcuni tipi di insetti hanno acceso il dibattito, soprattutto sui social, sulla loro introduzione nella nostra alimentazione. In particolare, è emerso da parte di alcuni consumatori il timore che questo tipo di ingrediente venga utilizzato di nascosto. Lo ritiene possibile?

Assolutamente no. Innanzitutto, le aziende produttrici sono obbligate per legge ad esplicitare in etichetta tutti gli ingredienti utilizzati. È impensabile, pertanto, che non venga reso noto l’utilizzo di farine di insetti, che peraltro sembrano essere potenzialmente allergeniche, per cui la loro presenza deve essere chiara ed evidente sulla confezione. C’è anche un altro aspetto che dovrebbe servire a tranquillizzare i consumatori: questo tipo di farina ha un costo elevatissimo, si parla di circa 70 euro al chilogrammo: chi nasconderebbe l’utilizzo di un ingrediente così caro?

Crede che in futuro i prodotti a base di insetti approderanno anche sugli scaffali dei supermercati delle nostre valli?

La risposta non la posso dare io in base alle mie opinioni in proposito, così come non sarà la legge, che si limita a regolamentare la questione, a far vendere o meno questi alimenti. L’ago della bilancia sarà il mercato: se i consumatori, per motivazioni legate ai valori nutrizionali o per scelte di tipo ambientale, accoglieranno con favore questi nuovi prodotti, anche i negozi locali risponderanno di conseguenza.

Se questa sarà o meno una rivoluzione alimentare, quindi, lo dirà il futuro. Guardando, invece, al passato e al presente, come è cambiato negli anni l’assortimento sugli scaffali?

Fassa Coop

Io lavoro in questo settore da oltre 40 anni e l’approccio all’alimentazione in questi decenni è cambiato tantissimo. Non solo perché ormai sono molto diffusi prodotti specifici per intolleranze ed allergie, come gli alimenti per celiaci o quelli senza lattosio, ma soprattutto perché è cambiato il modo di mangiare. Un tempo quasi nessuno leggeva le etichette: oggi sono moltissimi coloro che, prima di scegliere cosa mettere nel carrello, confrontano i valori nutrizionali e leggono con attenzione gli ingredienti. In generale, si mangia meno e meglio. E lo stesso vale per il bere. Quando, da ragazzo, lavoravo come garzone, si vendeva moltissimo il vino con il tappo corona, economico ma scadente. Oggi alla quantità si predilige la qualità. Un esempio evidente di ciò è il Pastificio Felicetti, che qualche anno fa ha deciso di puntare su linee di prodotti di qualità medio alta, magari più care rispetto ad altre marche ma apprezzate per le loro caratteristiche; scelta che si è rivelata vincente. Un’altra tendenza evidente è quella legata alla diffusione dei prodotti biologici, freschi e conservati: se in passato, si trovavano solo nei negozi specializzati, oggi hanno attecchito anche nella grande distribuzione. Inoltre, al Fassa Coop registriamo più di 1 milione di euro all’anno di acquisti di prodotti del territorio a km zero, dal gelato ai salumi, dalla pasta ai formaggi, dalla carne ai prodotti elaborati come il ragù e altri semilavorati. Sono soprattutto i turisti ad apprezzarli, come souvenir della vacanza o come regalo gastronomico.

L’aumento del costo della vita, in particolare nell’ultimo anno, ha avuto ricadute sui prodotti che i clienti mettono nei carrelli?

Dorigoni

Si mangia sicuramente meno carne; per una questione di salute e di etica ambientale, ma anche per ragioni economiche. Le bistecche sono spesso sostituite da uova e legumi, alimenti proteici e più economici. Una tendenza in crescita è quella di fare la spesa in base ai prodotti in offerta, svincolandosi quindi dalle marche. Sono, inoltre, in aumento i clienti che scelgono i discount: in Valle di Fassa, il nostro Eurospin di Moena ha registrato un notevole incremento delle vendite.

Di fronte a consumatori sempre più attenti e consapevoli, quanto è importante la formazione del personale dei punti vendita?

Direi che è fondamentale. Il personale costituisce il 65/70% dei nostri costi fissi, ma non è una spesa, quanto una risorsa. Chi è in corsia è in contatto diretto con i clienti e può fare la differenza nella scelta di un punto vendita piuttosto che un altro. Convinti dell’importanza della formazione, della comunicazione e della promozione di stili di vita sani, recentemente abbiamo aderito al progetto “Alimentare Cultura”, sostenuto da diverse realtà del territorio, tra cui il Comun General de Fascia, allo scopo di sensibilizzare la popolazione su buone e salutari pratiche. Noi saremo in prima linea, con il nostro personale, per fare educazione alimentare, anche nelle scuole.

Monica Gabrielli

Immobiliare Scorpion
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