Io, la moto e i colori del Trentino

Da quando il padre le ha comprato la prima moto non è più riuscita a spegnere il motore. Ne ha alzata di polvere nella sua carriera di agonista, portando a casa molte soddisfazioni. Martina Alberghini ora ha 26 anni e sta diventando istruttrice di motocross. Lo scorso ottobre ha rappresentato il Trentino al Trofeo delle Regioni, ottenendo un ottimo quarto posto assieme alla sua amica Desiré Agosti. Martina sogna di aprire una scuola di motocross in Val di Fiemme.

Da dove è nata la passione per il motocross?

«La mia passione è nata da mio papà. Era pilota anche lui e faceva gare da quando era ragazzo. Dico sempre che il motocross è come una malattia, una volta che la prendi non guarisci più. Io l’ho contratta da mio padre».

La famiglia ti ha sostenuta nella tua scelta? Come ha reagito quando gli hai detto che volevi fare motocross?

«Ringrazio la mia famiglia per avermi trasmesso la passione e per avermi dato l’opportunità di fare questo sport. Ho dovuto supplicarli per anni, ma alla fine mi hanno comprato la mia prima moto. Mio padre, pur essendo pilota, non era tanto d’accordo sul far fare motocross alla figlia femmina, ma alla fine ha ceduto e mi ha comprato la moto. Ora la famiglia sta a Bologna. Sto da loro quando c’è il campionato italiano, dal momento che si svolge nel centro Italia. Quando finiscono le gare però, nella off season, mi piace sempre tornare in valle».

Qual è il tuo idolo nel mondo del motocross?

«Mi ispiro ai piloti americani, secondo me sono all’avanguardia e hanno una guida pazzesca. La mia guida però somiglia a quella del papà, perché alla fine è stato lui la mia fonte di ispirazione maggiore.»

Qual’è stata la tua più grande soddisfazione nel corso della tua carriera?

«Ogni piccolo passo è una grande soddisfazione, ma devo dire che il Trofeo delle Regioni di quest’anno forse è stata l’emozione più grande. Indossare i colori del Trentino con la mia amica Desiré e fare un buon risultato è stato fantastico. Ci sentivamo una vera squadra. Normalmente il motocross è uno sport singolo, quindi non si ha spesso l’occasione di gareggiare insieme».

In passato hai gareggiato anche sugli sci da discesa, hai intenzione di ritornare a questo sport?

«Amo lo sci alpino, anche questa è una passione che mi ha trasmesso la famiglia. A livello agonistico sono in pausa, però scio ancora regolarmente. Mi piacerebbe ricominciare a competere in futuro, però fare due sport contemporaneamente è difficile, si divide troppo l’attenzione e poi si rischia di farli male entrambi. Per ora mi concentro sul motocross».

Hai dei consigli per le giovani ragazze e ragazzi che vorrebbero entrare a far parte del mondo del motocross?

«Innanzitutto per chi vuole imparare a andare in moto è molto utile, prima di andare su strada, fare pratica di motocross in un circuito chiuso in modo da acquisire la padronanza del mezzo. Per quanto riguarda il lato agonistico forse posso aiutare, dal momento che sto aprendo una scuola di motocross assieme al mio ragazzo. Lui è già istruttore, mentre io lo sto per diventare. La sede è a Venezia, ma ci piacerebbe molto portarla anche in valle. Per fare questo percorso però ci vuole tanta passione, è uno sport duro ma bellissimo».

Nicolò Brigadoi Calamari

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