La 1C di Predazzo vince il Premio “Teresa Sarti Strada”

il “Premio Teresa Sarti Strada” che Emergency ha proposto per l’undicesimo anno consecutivo alle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutt’Italia per far riflettere i ragazzi sul futuro.

La classe di Predazzo è stata scelta dalla giuria su 270 opere giunte da tutta Italia per il testo “The Humane Future? Yes we can (Super super Quark), partendo dalle due frasi stimolo proposte dal concorso: “Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello La classe 1C della Scuola secondaria di primo grado di Predazzo (ex Media) ha vinto che potete fare e non temete niente” e “Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo”.

“E’ veramente una grande soddisfazione veder riconosciuto il lavoro dei ragazzi e delle ragazze che hanno saputo “vedere” un futuro in cui i diritti umani saranno pienamente riconosciuti – ha commentato la dirigente Elisabetta Pizio ringraziando particolarmente la prof.ssa Cristina Scagliotti, coordinatrice di classe e docente di lettere che “con professionalità e passione ha saputo motivare e guidare i ragazzi verso questa significativa vittoria. E un grazie ai genitori che hanno saputo cogliere l’importanza di un costante dialogo con la scuola”.

Questo il testo scritto dai ragazzi della 1C. Da leggere fino in fondo

SUPER SUPERQUARK
Buonasera a tutti, nella puntata di oggi ripercorreremo la strada che ci ha portato, nell’ anno 3009, ad essere una grande famiglia unita in cui ognuno è accolto e amato, un’unica nazione che vive in simbiosi con la Natura. Tutto iniziò nel 2020, preistoria ormai, quando un nemico invisibile attaccò buona parte della popolazione rendendo consapevoli i sopravvissuti delle loro fragilità.

A quel tempo vi erano ancora idee distorte: ad esempio si pensava che le donne fossero inferiori agli uomini e che persone con il colore della pelle diverso dal proprio fossero portatrici di violenza. Grazie alla scuola si cercava di modificare tali credenze ma le resistenze erano molte. I nostri antenati avevano creato un mondo basato sulle diseguaglianze: se nascevi in una parte del mondo ricca, avevi la possibilità di mangiare, di avere una bella casa, di poterti curare, andare a scuola, di giocare.

Se invece la sorte ti faceva venire alla luce in una squallida periferia del Pianeta avevi poche possibilità di migliorare la tua vita. Poi arrivò la pandemia: l’uomo che si sentiva invincibile si trovò indifeso, chiuso in casa e isolato, con la natura che si riprendeva i propri spazi. Fu proprio allora che un gruppo di ragazzi diffuse un video, che divenne virale, in cui, spiattellando in faccia ai potenti i loro errori, presero la decisione di rimboccarsi le maniche per vivere in modo diverso.

Grazie a loro gli insegnanti crearono la “Scuola dei Talenti” nella quale la materia più importante era trovare e coltivare il proprio dono per metterlo a disposizione di tutti. Fu così che nacquero programmi come No Poverty che aveva l’obiettivo di ridistribuire le ricchezze del Pianeta tra tutti i popoli inventando anche nuove tecniche agricole sempre più sostenibili. Oppure il programma “Viva gli esseri umani” con l’obiettivo di formare un’umanità unita e solidale: pian piano le parole bullismo, razzismo, omofobia diventarono concetti astratti la cui memoria si perde nei secoli bui passati.

Uno dei programmi che nacque in quegli anni e che continua ancora oggi è “Stanchi di camminare si misero a correre”: tutti quanti investirono grandi energie per studiare e contrastare malattie mortali garantendo cure mediche gratuite a tutto il popolo. Se oggi possiamo vivere in Paradis è grazie all’entusiasmo di quel gruppo di ragazzi che decise di ribellarsi a chi era bloccato dalla paura verso un futuro troppo incerto, a chi pensava che i conflitti si dovessero risolvere con “missioni di pace” violente e ingiuste.

Oggi la parola “guerra” è scomparsa dai vocabolari, ma molte fonti storiche testimoniano che era lo strumento più utilizzato per fare “pace” e che si spendevano molti soldi per le armi invece di sfamare la popolazione. Incredibili questi uomini primitivi! Aveva ragione quel cantante preistorico quando affermava “Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”, è proprio così che siamo riusciti a realizzare Paradis.

 

 

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