La tradizionale “Canta dei mesi” a Montesover

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Domenica 4 febbraio alle ore 14.00 in piazza alpina a Montesover prenderà il via “La canta dei mesi”, detta anche rappresentazione dei mesi, un’allegoria diffusa in ambiente rurale dalle origini imprecisate, sia per luogo che per tempo, e ragionevolmente legate al ciclo delle stagioni e della coltivazione della terra.
Il testo originale cembrano prevede alcuni personaggi: il Re, sfarzosamente abbigliato con un vestito di foggia del seicento spagnolo, un servo, dodici figuranti che rappresentavano i mesi e altri quattro per le stagioni. Insieme a loro vi erano paggi (anch’essi vestiti con costumi secenteschi) e un arlecchino con due o tre discepoli.
Gli attori che interpretavano mesi e stagioni indossavano costumi legati ad allegorie dei rispettivi periodi. Guardie con alabarda “mantenevano l’ordine pubblico”, mentre alcuni suonatori assicuravano l’accompagnamento musicale: fisarmoniche, chitarre, violini e mandolini. La versione più recente del testo risale al XIX secolo, in lingua italiana, composta da un cantastorie di tipico cognome cembrano: Michele Gottardi (sebbene provenisse da Nave San Rocco, nella Val d’Adige, e fosse perciò detto él poeta da la Nav).

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