La crepa e la luce. Il perdono di Gemma Calabresi

L’associazione Strada Nova di Moena in collaborazione con l’Unità pastorale Santa Marta del cammino e il Comune di Cavalese, e con il patrocinio della Magnifica Comunità e della Cassa rurale Val di Fiemm, organizza per giovedì 8 febbraio alle ore 20.45 nella sala del lettore del Palafiemme di Cavalese, un incontro pubblico con Gemma Calabresi Milite, vedova del Commissario Calabresi ucciso nel 1972, dal titolo “La crepa e la luce. Sulla strada del perdono. La mia storia”, edito da Rizzoli. Modera l’incontro la giornalista Rai Linda Stroppa.

Il libro è il racconto di un cammino, quello che Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, ha percorso dal giorno dell’omicidio del marito, nel 1972.

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Una strada tortuosa che, partendo dall’umano desiderio di vendetta di una ragazza di venticinque anni con due bambini piccoli e un terzo in arrivo, l’ha condotta, non senza fatica, al crescere i suoi figli lontani da ogni tentazione di rancore e rabbia e all’abbracciare, nel tempo e con sempre più determinazione, l’idea del perdono. Un racconto che comincia dalla vita di una giovane coppia che viene sconvolta dalla strage di Piazza Fontana e attraversa mezzo secolo, ricucendo i momenti intimi e privati con le vicende pubbliche della società italiana. Un’intensa e sincera testimonianza sul senso della giustizia e della memoria. Una storia di amore e pace.

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Gemma Capra è nata a Torino. Nel 1969 ha sposato il commissario Luigi Calabresi, con cui ha avuto tre figli: Mario, Paolo e Luigi. Dopo l’omicidio del marito (17 maggio 1972) si è dedicata all’insegnamento della religione nella scuola elementare Pietro Micca di Milano. Nel 1981 si è risposata con l’artista Tonino Milite e ha avuto un quarto figlio, Uber.

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