La Locanda degli Artisti (e degli ardimentosi)

Anche gli anni peggiori terminano accendendo una speranza. In questo periodo in cui tutti gli operatori del turismo hanno dovuto tirare la cinghia (e quelli che devono pagare un mutuo l’hanno dovuta stringere almeno un paio di buchi in più), l’idea che ci sia un nuovo albergo che sta aprendo riscalda un po’ il cuore.

Non mancano di coraggio e forse anche di avventatezza i due proprietari della nuova Locanda degli Artisti, in centro a Canazei, a pochi metri dal Cinema Marmolada e dal parco. Sergio e Emanuela Rossi, già conosciuti per essere i proprietari del Rifugio Fuciade al Passo San Pellegrino, si sono lanciati in questa avventura e ci raccontano tutto il progetto fin dall’inizio.

Voi siete rifugisti e ristoratori: come è accaduto che abbiate deciso di aprire un albergo all’estremo opposto della valle? “Tutto è cominciato dopo aver finalmente avuto i permessi per l’ampliamento del Rifugio Fuciade. Io conoscevo un cuoco di Canazei che aveva un bell’alberghetto – il vecchio Genzianella – in centro ma che era stanco e voleva cambiare vita. Ha provato a convincermi a prenderlo. Sono venuto a vederlo, ho valutato il posto. Quella che oggi chiamano location per me è molto importante, al di là della qualità della struttura, e questo albergo era in un posto perfetto. Il precedente proprietario tanto ha fatto e tanto ha detto che ci ha convinto, con buona pace dei nostri figli, che sono convinti che avessimo già abbastanza da fare con il Fuciade. Per tre o quattro anni abbiamo gestito l’alberghetto un po’ alla buona ma con una ottima cucina. E poi, come era necessario, abbiamo deciso di fare il grande salto e investire nella ristrutturazione. La struttura era messa così male che abbiamo deciso di demolirla del tutto e ricostruire”. Il fatto di avere trovato subito un direttore come Manuela Casagrande, nata e cresciuta in questa valle, ha reso tutto più facile. 

“Nel frattempo però io mi sono concesso di soddisfare una mia passione e ho acquistato una galleria d’arte in un vecchio fienile in centro, peraltro molto vicino alla sede dell’albergo. Abbiamo cambiato il nome dell’albergo definendolo la “Locanda degli Artisti”, anche per ricordare un mio vecchio amico pittore, Luigi Pederiva – detto Igi – di Soraga, che aveva un locale con lo stesso nome che poi ha chiuso. Per me era anche un modo per ricordarlo. Personalmente sono sempre stato un suo grande ammiratore e collezionista dei suoi quadri. Prima o poi gli dedicheremo anche una mostra: nel frattempo gli abbiamo dedicato una camera all’interno dell’albergo stesso in cui abbiamo esposto alcune delle sue opere”.

Già, perché la Locanda degli Artisti – che per inciso ha scelto di qualificarsi come quattro stelle – ha una sua precisa ragion d’essere, un fil rouge che la lega all’arte nel vero senso della parola. Ognuna delle venti camere è stata progettata pensando ad un artista che è stato importante per la famiglia Rossi – di livello locale ma anche internazionale – e ogni camera contiene dipinti, statue o altri lavori di quell’artista.

L’articolo completo di Enrico Maria Corno può essere letto su L’Avisio Inverno, scaricabile qui

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