La nascita dell’immaginario dolomitico nelle foto di Franz Datone

Il 24 aprile, alle 18, si terrà il taglio del nastro di un evento nato dalla collaborazione tra la Fondazione Dolomiti UNESCO e l’Istitut Cultural Ladin «majon di fascegn», con la curatela di Davide Baldrati, nell’ambito della 72esima edizione del Trento Film Festival.

Franz Dantone, detto Pascalin, nacque a Gries di Canazei nel 1839 e, dopo aver appreso il mestiere in Germania, fece ritorno in valle e iniziò non solo a realizzare ritratti su commissione, ma anche a rappresentare il paesaggio dolomitico, vendendo le sue foto nell’osteria avviata presso la sua abitazione. Fu tra i primi fotografi a inerpicarsi in territori all’epoca ancora sconosciuti, con la sua macchina di legno, sotto il peso delle lastre e fu dunque anche tra i primi a immortalare un paesaggio in gran parte inesplorato e integro e a rappresentarlo nella sua selvaggia bellezza.

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L’attività di Franz Dantone coincise con l’inizio di una frequentazione crescente da parte di viaggiatori, esploratori e alpinisti, in particolar modo britannici, che nella seconda metà dell’Ottocento lasciarono testimonianze importanti delle loro avventure in opere letterarie e diari di viaggio, accompagnati spesso da schizzi e acquerelli. Le foto di Dantone contribuirono a compendiare questo immaginario, quasi fiabesco, con il realismo della tecnica fotografica e possono essere considerate a pieno titolo come un contributo determinante per fissare l’ideale estetico del paesaggio dolomitico che, esattamente cent’anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1909, fu tra le motivazioni dell’iscrizione delle Dolomiti nella Lista del Patrimonio Mondiale.

La mostra, che gode del patrocinio gratuito della Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, consentirà di ammirare cento stampe fotografiche originali dell’epoca, di cui sei dell’Istitut Cultural Ladin de Fascia e novantaquattro provenienti dal fondo della famiglia Dezulian, che le ha custodite da quando, negli anni Trenta del Novecento, ne è entrata in possesso. Saranno esposte, inoltre, trenta fotografie stampate a getto d’inchiostro da riproduzioni digitali ottenute dalle lastre restaurate a cura dell’Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn”con il finanziamento della fondazione CARITRO. Si tratta di un primo passo verso la valorizzazione di un repertorio fotografico che unisce al pregio artistico anche un alto valore storico e documentale.

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La mostra resterà aperta tutti i giorni dal 25 aprile al 16 maggio e sarà visitabile nei seguenti orari: dal 25 aprile al 5 maggio tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, dal 6 al 16 maggio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, mentre il sabato solo al mattino dalle 10 alle 13. 

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