La rigenerazione di Egna

Enrico Maria Corno sull’ultimo numero de L’Avisio ci accompagna in un viaggio alla scoperta di Egna.  Autenticità e coerenza sono alla base delle scelte che stanno cambiando il volto del Comune altoatesino nella valle dell’Adige. Anche (ma non solo) per i turisti.

Per noi che scendiamo da Fiemme e Fassa, è sempre piacevole fare due passi a Egna. Quando possiamo fermarci – anche solo per un caffè – nel centro storico senza dover subito entrare in autostrada o correre a casa, ne apprezziamo i portici, le temperature (c’è sempre qualche grado in più che a casa nostra), quell’atmosfera del Tirolo che fu che ogni tanto è gradevole e soprattutto quell’atmosfera pacifica che c’è anche in altissima stagione.

Si vive bene a Egna?

“Molto bene”, è l’inevitabile risposta della Sindaca Karin Jost che però è anche in grado di produrre una dimostrazione matematica dell’assunto: “Oggi abbiamo 5500 abitanti, compresa la frazione di Laghetti, ma il numero cresce ogni anno perchè c’è sempre più gente che sceglie di venire a vivere qui. Egna è un centro piccolo ma offre dei servizi eccellenti da un punto di vista sanitario e amministrativo e scolastico e questo contribuisce ad attirare gente dalla città (molti da Bolzano, qualcuno anche da Trento) e pure dalle valli attorno. Il traffico lungo l’Adige o verso la Val di Fiemme non raggiunge il centro perchè la Statale rimane fuori dal paese, così come la A22 del Brennero. La qualità della vita è una certezza”.

Quanto conta oggi il turismo per Egna?

“Purtroppo ancora poco. Le potenzialità sono evidenti ma abbiamo poche strutture (solo sei hotel, ndr). Cresciamo lentamente. Due anni fa ad esempio abbiamo inaugurato il primo albergo diffuso dell’Alto Adige che si chiama Emotion Living e che ha una ventina di camere e appartamenti sparsi in giro per il centro storico e quest’anno l’albergo che abbiamo sotto i portici, l’Andreas Hofer Hotel, è entrato a far parte degli “hotel storici”, un nuovo club di prodotto dell’Associazione Albergatori altoatesini”.

Quanti e quali turisti arrivano a Egna?

“”Nel 2019 – il 2020 non fa testo – abbiamo avuto solo 31.000 presenze”, continua Patrizia Bosin del Consorzio Egna Marketing. “Stiamo facendo una serie di investimenti in questo senso che hanno la priorità di rigenerare il centro storico e riutilizzare gli spazi vuoti anziché costruire, se non è necessario”.

L’età media dell’ospite varia dai 35 ai 60 anni ma bisogna evidenziare le differenze tra il turista stanziale e quello di passaggio che rimane solo in giornata: “Il primo cresce nei numeri e conta sempre più giovani e famiglie che vengono per pedalare lungo la ciclabile dell’Adige. Chi preferisce la MTB frequenta il tracciato della vecchia ferrovia e i tanti percorsi creati per loro nel Parco del Monte Corno. E poi registriamo un inizio di crescita dei turisti italiani: oggi siamo più o meno intorno al 70% di ospiti di lingua tedesca e il 30% di italiani. Il fatto di essere riconosciuti all’interno dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia fin dal 2014 ha contribuito a farci conoscere in giro per il paese”.

Detto questo, chi dorme almeno una notte a Egna, è solito non solo pedalare e fare una passeggiata in paese ma spazia fino al Messner Mountain Museum e organizza giri enogastronomici e soprattutto degustazioni nelle nostre cantine. Mazzon, del resto, è la culla del pinot nero e siamo orgogliosi dei nostri piccoli produttori che fanno vini di altissimo livello”.

L’obiettivo del consorzio è quindi rigenerare il centro storico e strutturare i servizi, sia per i locali che per i turisti, facendo crescere così le attività commerciali: “Il consorzio, che raggruppa una cinquantina di aziende socie tra ristoranti, bar, commercianti, hotel e servizi, con il sostegno della Amministrazione Comunale realizza iniziative a sostegno del commercio locale e dello sviluppo della popolarità del borgo, sia in regione che fuori, dai buoni acquisto ai concorsi a premio, per non parlare degli eventi rivolti sia ai residenti che agli ospiti. Un paio di anni fa ha avuto ad esempio un certo successo la Notte Romantica a fine giugno, una serata che prevedeva una passeggiata attraverso il centro storico, un intrattenimento musicale e un ricco programma culturale. Per non parlare dello sforzo fatto per la comunicazione, anche online, tra cui la produzione di una ventina di video. Vogliamo comunicarci come un “centro commerciale a cielo aperto”, dopo essere stati per secoli – fin dai tempi degli insediamenti romani lungo la via Claudia Augusta – un luogo dove transitavano e sostavano le merci e poi una dogana. Ma la cosa più importante per noi è che si sappia che chi viene qui vivrà esattamente come viviamo noi: non vogliamo creare un parco giochi per turisti come ce ne sono tanti sulle Alpi ma vogliamo solo autenticità, per stare bene noi e per far stare bene i nostri ospiti. Volete la dimostrazione? Noi non abbiamo nemmeno un negozio di souvenir sotto i portici!”

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