La Rosa Bianca tiene le porte aperte

L’istituto scolastico La Rosa Bianca garantisce ai suoi studenti almeno un giorno di didattica in presenza a settimana. Le sedi di Predazzo e Cavalese non chiudono, quindi, completamente le porte della scuola, sfruttando la possibilità prevista dall’ultimo DPCM di mantenere “dal vivo” i laboratori. Gli studenti di Costruzioni Territorio e Ambiente e del biennio di Amministrazione Finanza e Marketing potranno andare a scuola due mattine alla settimana, visto l’elevato numero di ore laboratoriali previste dal piano didattico, mentre per tutti gli altri indirizzi le attività in presenza saranno concentrate nell’arco di una sola mattina. Nelle due sedi non saranno comunque mai presenti più di 75 studenti alla volta. Verranno, inoltre, garantite 27 ore di didattica a distanza, di cui almeno 20 da seguire obbligatoriamente.

“La scuola ha bisogno di contatti, relazione, socialità. Per garantire un margine di normalità e per il benessere psicofisico dei nostri studenti, naturalmente nel pieno rispetto delle disposizioni di legge, abbiamo quindi ritenuto importante continuare ad offrire alcune ore in presenza, momenti importanti dal punto di vista sociale oltre che didattico”, ha sottolineato il dirigente scolastico Marco Felicetti durante una recente conferenza stampa alla presenza del vicepreside Michele Malfer e della vicaria di Predazzo Cristina Giacomelli. In quest’occasione il dirigente ha reso noto che finora sono state 15 le classi dell’istituto messe in quarantena fiduciaria, di cui una due volte. Dieci gli insegnanti rimasti a domicilio, di cui 4 attualmente a casa. “La scuola rimane uno dei luoghi più sicuri e controllati – ha evidenziato Felicetti – grazie al distanziamento, all’uso delle mascherine e alla frequente igienizzazione dei locali”.

La Rosa Bianca ha, inoltre, deciso di dare la possibilità di continuare seguire le lezioni in classe, alla presenza di docenti e assistenti educatori, agli studenti con disagio fisico e sociale, permettendo a un paio di compagni di restare a rotazione in aula con loro, così da non ghettizzare e al contempo garantire la continuità della didattica e della socialità soprattutto ai ragazzi più fragili. E proprio per andare incontro a chi risente maggiormente di questa situazione, la scuola nei mesi scorsi ha regalato agli studenti una cinquantina di computer e ne ha dati altri 25 in comodato d’uso.

Un momento difficile, quello attraversato dalla scuola, Felicetti non lo ha nascosto. Ma il dirigente ha voluto anche sottolineare come da ogni crisi possa nascere qualcosa di buono. “Da quest’esperienza abbiamo imparato che la modalità a distanza può essere in alcune situazioni pratica e accessibile. Potrà quindi diventare una risorsa su cui fare affidamento anche con il ritorno alla normalità. Penso, per esempio alle udienze online, così da agevolare i genitori lavoratori, o alla possibilità di organizzare da remoto momenti di recupero individuale pomeridiano, o ancora alla ricchezza degli incontri virtuali con studenti di altre scuole o nazioni”. 

Una scuola, quindi, che vuole continuare a insegnare. Ma che coglie l’occasione anche per non smettere di imparare.

Foto di Fabio Dellagiacoma

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