L’anima black del basket

Luca Mich sa andare all’anima delle cose. E il suo ultimo progetto non fa che confermare la sua capacità di narrare, di cogliere l’essenza, di creare collegamenti in grado allo stesso tempo di dare risposte e far nascere nuove domande. Basket, black music e cultura afro-americana sono l’intreccio su cui ha costruito una serie di podcast – il primo è online da alcuni giorni – dedicati ai personaggi culto dell’NBA anni Novanta.

Si parte dallo sport, quindi, ma poi si guarda oltre: “Better Go Soul nasce per raccontare quelle che sono le mie passioni e fonderle assieme in un medium che lo permette, ovvero quello del podcast. Musica black dal soul al jazz al funk all’hiphop, storie di basket americano e cultura afro-americana sono argomenti che seguo e studio da tantissimo tempo e che contengono un sacco di storie che si intrecciano tra loro.  L’obiettivo è quello di andare all’anima delle cose, in profondità e raccontarlo con entusiasmo e passione. Da qui il nome, “better go soul” che significa “meglio andare all’anima delle cose”, per capirne i significati. La mia speranza è che qualche ragazzo, che non necessariamente si sta avvicinando alla pallacanestro o alla musica, ma che semplicemente vuole scoprire cosa c’è dietro a personaggi di cui magari ha solo sentito parlare, possa unire i puntini, fare collegamenti e appassionarsi di qualcosa come me ne sono appassionato io. Le passioni, qualsiasi esse siano, sono il sale della vita, anche solo comprenderlo e non nasconderle può essere un aiuto per chi ascolta”.

Per capire come le passioni di Luca si siano incontrate bisogna fare un salto indietro nel tempo, al 1995: “Nella mia vita fanno la loro comparsa nell’ordine: una palla arancione a spicchi e qualche card upper deck che raffigura giocatori tendenzialmente afro-americani intenti ad involarsi a canestro. È amore a prima vista. Qualche anno più tardi, nel 1998, appare dalle casse di uno stereo un suono in 4 quarti che non mi abbandonerà più, aprendo le porte su un universo fatto di campionamenti funk, soul, jazz, blues: un varco dimensionale su una cultura, quella afro-americana, che da quel momento mi caratterizza come e più di quella del luogo dove sono nato, un piccolo paese nel mezzo delle Dolomiti. È il 2020 e dopo oltre vent’anni di letture, scritti e viaggi tra arene NBA, concerti hiphop e playground americani dove ho giocato per diverse settimane nelle mie estati al di là dell’oceano, decido di mettere assieme un po’ di storie e raccontare attraverso musica e parole quello che per me rappresenta la cultura afro-americana. In una parola: ANIMA”.

Better go soul in futuro si evolverà con stagioni maggiormente incentrare su musicisti, gruppi musicali e personalità della cultura afro: “Ho deciso di iniziare dalla pallacanestro per avvicinare all’argomento perché il basket, essendo uno sport di strada praticato in USA da tantissimi afro-americani, per la sua caratteristica di essere accessibile, economico e praticabile tanto in squadra che da soli (di fatto è l’unico sport di squadra che ha una dimensione individuale completa, basta avere un pallone e una  canestro o un cesto), è un catalizzatore di storie di strada, appunto. E quelle NBA non sono altro che storie di strada portate su un palcoscenico enorme. Da qui il punto di accesso ideale per un mondo fatto si sport ma anche di lotte per emergere, per la difesa dei diritti civili. Attraverso le varie puntate conosceremo quindi non solo i giocatori ma anche il loro impegno in campo sociale, passeremo da Michael Jordan a Kareem Abdul Jabbar per arrivare a Lebron James ma anche Muhammad Ali e Malcom X, difensori dei diritti civili delle minoranze che tanto hanno contribuito all’avanzamento della consapevolezza razziale negli stati uniti e del mondo intero”.

Un progetto che parte, quindi, da una passione sportiva ma non si esaurisce nel solo sport: “La musica è l’altra grande espressione artistica con cui gli afroamericani si esprimono fin dalla nascita del gospel e del blues, i due appigli per sfuggire almeno per qualche minuto o ora, dalla schiavitù. È importante che chi ascolta musica trap o hiphop oggi sappia che questi suoni nascono da lì, e dalla stessa urgenza di esprimersi di allora, con forme, tempi e modi diversi naturalmente. Il filo rosso c’è, il basket ne rappresenta una grossa matassa e seguendolo credo si possano imparare molte cose edificanti”.

Per ascoltare gli episodi: https://link.tospotify.com/IgOu5cVtkbb

Sito di riferimento: https://bettergosoul.medium.com

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