L’Aquila di San Venceslao alla Marcialonga

L’Aquila di San Venceslao – l’onorificenza conferita dalla Provincia Autonoma di Trento per particolari meriti culturali, educativi, sociali, economici, sportivi ed istituzionali – quest’anno verrà consegnata alla Marcialonga di Fiemme e Fassa. Il riconoscimento verrà conferito domani a Moena dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti al Comitato Marcialonga. 

Oltre ad essere il massimo riconoscimento che la Provincia Autonoma di Trento può conferire ad un personaggio o un’istituzione, l’Aquila di San Venceslao campeggia nello stemma della Provincia, della Regione e del Comune di Trento, raffigurante “un’aquila spiegata di nero, rostrata, armata e munita sulle ali di due gambi trifogliati d’oro, linguata e cosparsa di fiammelle di rosso”, come descritto nel Decreto di riconoscimento redatto il 6 maggio 1930. Un vero e proprio simbolo che contraddistingue e identifica il mondo trentino, ma a cosa si deve questa raffigurazione? In origine era lo stemma appartenente alla dinastia boema dei Přemyslidi che, una volta defunto l’ultimo erede Venceslao III, venne ripreso prima dall’allora Principe Vescovo di Trento come stemma del principato vescovile e, in secondo luogo, dal 1407 in poi, divenne anche lo stemma ufficiale della città e delle istituzioni.

Domani, dunque, il presidente di Marcialonga Angelo Corradini riceverà, a nome dell’intero Comitato e dei tanti volontari, la prestigiosa Aquila di San Venceslao, quale riconoscimento per un lavoro svolto dal 1971 ad oggi nel rispetto e nel nome dei valori sportivi e umani.

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