Un tuffo nel passato – L’Avisio 1996-2006: una scommessa vinta

Abbiamo deciso di riproporre alcuni articoli del periodico l’Avisio. Si tratta di “pezzi” che ci raccontano come eravamo. Gli articoli sono antecedenti rispetto ai giornali digitali scaricabili gratuitamente dall’archivio contenuto ne L’AvisioBlog. Quello che vi proponiamo oggi è un ricordo del decimo anniversario del giornale pubblicato nel 2006. Buona lettura.

Nel gennaio del 1996 le famiglie di Fiemme e Fassa ricevevano, per posta, il primo numero de l’Avisio. L’articolo d’apertura titolava: “Autostop per l’isola che non c’è” ed esplorava il desiderio di molti giovani di lasciare le Valli per raggiungere luoghi dove fosse meno pressante il giudizio o il pregiudizio. Era il primo di una lunga serie d’inchieste, articoli e approfondimenti de l’Avisio che i valligiani, nel corso del tempo, hanno avuto occasione di leggere, discutere, criticare. Già, perché da quel gennaio sono trascorsi ben dieci anni.

La sfida de l’Avisio, ovvero di un periodico in grado di auto-finanziarsi e vivere grazie alle inserzioni pubblicitarie, dieci anni fa e in queste Valli, è stata davvero ardita. I “nobili” esempi a cui i fondatori del mensile Manuela Casagrande, Guido Brigadoi e Beatrice Calamari s’ispiravano avevano natali per lo più anglosassoni, dove la storia di questo genere di periodici è antica e gloriosa. Ma proprio questi esempi, in principio, e altri anche del nostro Paese, in seguito, sono stati estremamente importanti per creare un prodotto “tagliato su misura” per le Valli.

Il mensile che finalmente dava spazio alle vicende locali, approfondite come nei quotidiani (per tempi e spazi) non era possibile, è stato accolto dalle popolazioni di Fiemme e Fassa come una boccata d’aria fresca. E ne è stata colta subito anche la grande opportunità per tutti di comunicare, informare ed esprimere le proprie idee.

Così L’Avisio, rispondendo appieno al “precetto” cardine del giornalismo secondo cui l’informazione locale è il cuore costitutivo del reporting, è diventato un crocevia mediatico di notizie, idee, progetti, proposte e personaggi di Fiemme e Fassa. La capacità de L’Avisio, grazie ai suoi editori e ai suoi giornalisti, di cogliere i cambiamenti, le novità, le curiosità che in questi dieci anni hanno attraversato le Valli e di discuterle ed analizzarle è stata fondamentale per creare quel fenomeno di fidelizzazione su cui si fonda ogni giornale apprezzato.

L’Avisio in questi dieci anni è riuscito a realizzare un’impresa che non è poi così banale, per un medium della carta stampata: rappresentare il suo “pubblico”, che non è solo il suo bacino di lettori, ma anche di preziosi inserzionisti. E in tal senso il mensile è stato anche volano dell’economia locale dando spesso voce alle iniziative imprenditoriali, agli eventi, ai ‘progetti, Privati e pubblici, che hanno interessato l’economia delle Valli. Il tutto, rimanendo sempre indipendente ed essendo uno dei pochi esempi di editoria “pura” del nostro Paese. Certo, la libertà è un privilegio che costa fatica. E L’Avisio, che vive delle alterne vicende del mercato, dev’essere in grado di interpretarle e di studiare sempre soluzioni curiose e innovative capaci di interessare davvero i suoi sponsor. Un lavoro che logora, ma dai cui risultati proficui si trae anche la “carica” per lanciarsi sempre in nuove sfide.

Così, nel corso di questi dieci anni L’Avisio è stato anche “esportato”, ovvero sul suo modello gli editori hanno prodotto altri quattro mensili come La Voce di Trento, La Voce dell’Alto Adige, La Voce di Cembra e Piné e L’eco di Primiero e Vanoi, che hanno visto momenti di massima e vivace espansione della struttura giornalistica e commerciale, testando anche in altre realtà della nostra regione, compresi i capoluoghi di provincia, il successo di questo tipo di free press. E se, in passato, l’Avisio ha avuto qualche illustre riferimento d’oltre Manica, oggi possiamo affermare che il nostro mensile è diventato un ottimo esempio per altri free press, anche grazie all’eco dei due riconoscimenti nazionali (Premio Cento: “Meglio una stampa viva”), ottenuti nel 2001 e nel 2005, dedicati ai periodici del settore.

Purtroppo l’aumento repentino e spropositato delle tariffe postali, di qualche anno fa, ha costretto gli editori ad accantonare, temporaneamente, alcune testate e a cambiare anche la distribuzione de l’Avisio che, da un anno, avviene tramite gli appositi espositori distribuiti nei punti vendita della Famiglia Cooperativa e nelle sedi della Casse Rurali delle Valli. Il mensile di Fiemme e Fassa, quindi, continua ad adattarsi ai mutamenti non solo distributivi e commerciali, ma anche tecnologici. Se dieci anni fa impaginare un numero del giornale era piuttosto complicato per una piccola testata che doveva raccogliere “a mano” articoli, fotografie e pubblicità, oggi, la diffusione dei mezzi informatici e di Internet offre possibilità straordinarie.

Così, L’Avisio ha cambiato formato è diventato tutto a colori, incrementando la leggibilità e la gradevolezza delle sue pagine. L’altra faccia della medaglia dell’ammodernamento tecnologico, però, è il grosso impegno professionale che costringe a stare, necessariamente, al passo con i tempi. Ma le sfide non spaventano L’Avisio che, forte delle sue dieci candeline, continuerà a fare informazione, scegliendo con attenzione gli argomenti che più interessano i valligiani e cercando di migliorare ulteriormente, ripagando così l’affetto e il sostegno dimostrato, in tutti questi anni, dai numerosi lettori e dagli sponsor.

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