Le Olimpiadi fanno salire in valle l’Università di Trento

C’era tanta valle a mezzogiorno di venerdì nella “magnifica” sala del palazzo della Comunità di Fiemme per spiegare alla stampa e ai sindaci delle valli dell’Avisio, (non casualmente da Canazei a Baselga di Pinè) che cosa sarà questa “Università che arriva nelle valli”.
C’era Carlo Dellasega (già direttore della Cooperazione trentina ed oggi manager aziendale emigrato a Vicenza) che ha tenuto i fili dell’incontro; Andrea Dezulian, ideatore del progetto assieme a Dellasega anche lui in nella città palladiana. C’era soprattutto, forse al primo incontro pubblico come ha annunciato lo Scario della Comunità Renzo Daprà di Panchià, il neorettore dell’Università trentina Flavio Deflorian che è di Ziano, e il direttore del Dipartimento di economia dell’UNITN, il predazzano Flavio Bazzana. Con loro i consiglieri provinciali Gianluca Cavada e Piero Degodenz, e fra il pubblico Giuseppe Detomas del Comun general de Fascia e altri sindaci. Tito Giovannini, membro del cda della Fondazione Milano – Cortina 2026, l’assessore provinciale Mirko Bisesti e il prof. Paolo Bousquet, delegato allo sport gli unici non valligiani. Uno schieramento tutto maschile che Andrea Dezulian (Erdogan docet) ha interrotto lasciando il posto, dopo il suo intervento, alla sindaca di Predazzo Maria Bosin. Un gesto che non cambia la sostanza, ma che, anzi, ha contribuito a ricordare come in troppe occasioni, come questa, la presenza femminile sia del tutto marginale se non assente.
In sostanza sono stati gli interventi di Bousquet e Bazzana quelli che hanno dato ha concretezza al progetto. Il docente triestino ha sottolineato come lo sport non sia solo uno stile di vita, ma un’occasione di sviluppo sociale ed economico. Ha ricordato la collaborazione tra i territori e l’Università in occasione delle Universiadi del 2013 ed ha sottolineato come il 7% del Pil trentino sia prodotto dallo sport a fronte di una media europea del 2,9%. Il progetto – ha spiegato il professor Bousquet – è trasformare gli impianti sportivi in piattaforma di sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, favorendo l’innovazione delle imprese e le start up. L’obiettivo finale è una sorta di piccola Silicon Valley legata agli sport invernali. Insomma “un’idea da giovani” in un paese che  si dice, non sia fatto per giovani. Ma la sostanza immediata, quella didattica, l’ha spiegata soprattutto Flavio Bazzana.
Due i progetti. Il primo riguarda i corsi della laurea magistrale in sostenibilità ambientale e sport e vede coinvolti 50 studenti in laboratori multidisciplinari sul territorio che partiranno già in autunno con programmi legati alle Olimpiadi del 2026 che seguiranno fermandosi una settimana in valle e che potranno produrre tirocini o tesi di laurea.
Il secondo è un progetto pilota per studenti lavoratori con lezioni dalle 17 alle 21 per 3 giorni in settimana per la laurea triennale in gestione aziendale. Gli studenti potranno seguire le lezioni in streaming in un’aula in valle seguiti da personalmente da un tutor e con la presenza in valle, in alcune occasioni, degli stessi docenti. Ci sono ancora 13 posti liberi e per accedere bisogna superare un test di ammissione.

Questi i primi passi cui si aggiungerà anche la trasformazione degli impianti sportivi, quali lo Stadio del Fondo di Lago di Tesero e lo Stadio del Salto di Predazzo, in piattaforme per lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, di cui potranno beneficiare startup ed imprese trentine.

Un progetto ambizioso, sostenuto da tutti, e con una forte presenza territoriale fra i soggetti promotori.

 

 



 

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