Le Stufe di Nicola

Le stufe tradizionali ad accumulo, in maiolica o muratura, detengono ancora oggi un posto d’onore fra gli apparecchi domestici a biomassa; un risultato ottenuto grazie a una radicata maestria artigiana combinata ad una costante evoluzione tecnologica che ha consentito di adattarsi anche alle esigenze di riscaldamento delle case a basso consumo, garantendo sempre ottime prestazioni e massima sicurezza.

Fiemme Antica, con sede a Molina di Fiemme, è tra le aziende che operano in questo settore da oltre vent’anni. Il titolare, Nicola Zancanella, ha scelto di intraprendere questa professione all’età di 26 anni, lasciando la sicurezza di un’attività già avviata, quella della falegnameria di famiglia, per dedicarsi a una passione che gli avrebbe permesso di esprimere a pieno la propria creatività.

Nel ‘96 inizia il suo percorso di formazione: un amico artigiano condivide con lui le prime tecniche di base, poi Nicola si trasferisce all’estero per alcuni mesi, in Austria e prima ancora in Romania dove lavora a fianco di un maestro artigiano all’interno di una fabbrica di lunga tradizione. Le piastrelle prodotte qui sono realizzate artigianalmente in stile antico. E proprio da qui prende il nome “Fiemme Antica” che avvia una produzione di stufe a olle dal sapore d’altri tempi andando ad arredare eleganti dimore, palazzi e castelli, in Italia e all’estero.

Nel corso degli anni la produzione è stata poi ampliata abbracciando piastrelle e linee moderne, attuali, di design. Non c’è regione d’Italia in cui Nicola non abbia realizzato almeno una delle sue stufe: “ Grazie a questa professione ho girato l’Italia in lungo e in largo e sono molti i clienti con i quali sono nate amicizie che durano nel tempo…forse è questa la mia soddisfazione più grande”.

Accanto alle soddisfazioni non mancano però le problematiche; nonostante diversi studi, alcuni dei quali condotti presso il laboratorio T.U.V. dell’Università di Vienna, abbiano dimostrato come queste stufe siano in grado di raggiungere prestazioni emissive e di rendimento che potrebbero valere l’ottenimento delle 4 stelle secondo il D.M. 186/2017, questi apparecchi non possono attualmente essere dotati dei certificati necessari, per la mancanza di una norma che ne definisca i requisiti e i metodi di prova. Le stufe costruite secondo la UNI EN 15544 non sono perciò inserite fra gli apparecchi che possono ottenere la certificazione ambientale ai sensi del D.M. n. 186 del 7 novembre 2017. Diversamente da quanto previsto per le altre tipologie di apparecchi a legna, per le quali il periodo di prova corrisponde con quello di funzionamento a regime, le prove in laboratorio delle stufe ad accumulo hanno riguardato tutta la durata della combustione, comprendendo anche i periodi maggiormente inquinanti dell’accensione e dello spegnimento.

Questa considerazione induce a ipotizzare che il confronto fra i dati delle emissioni rilevate secondo le norme utilizzate per la certificazione degli apparecchi a legna prodotti in serie e quelli rilevati sulle stufe ad accumulo, non renda effettivamente merito a queste ultime della bontà della loro prestazione nell’effettivo utilizzo quotidiano.

L’efficienza di questi impianti è tenuta in considerazione da Regione Lombardia dove, pur vigendo l’obbligo di installazione di generatori classificati almeno 4 stelle, è stata prevista una deroga che consente l’installazione delle stufe ad accumulo costruite secondo la norma UNI EN 15544. Anche la Provincia Autonoma di Trento, con una apposita delibera. ha disposto che dal 1° ottobre 2022 “l’installazione di tali impianti è consentita soltanto nel rispetto della norma di progetto UNI EN 15544 da indicare nel relativo certificato di conformità ai sensi del DM37/2008”.

La stessa attenzione non è stata però dedicata dalle altre regioni limitando così l’accesso agli incentivi ai soli apparecchi che abbiano ottenuto la certificazione ambientale 4 o 5 stelle ai sensi del D.M. n. 186/2017 “dimenticando” le stufe costruite secondo la UNI EN 15544. È stato quindi richiesta urgentemente una deroga per questa tipologia di impianti in modo che possano continuare ad accedere agli incentivi fiscali. Un accorgimento quanto mai necessario per permettere agli artigiani di proseguire con la produzione di stufe per le quali hanno contratti in corso e merci a magazzino.

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