Un sorriso che ti salva

Pubblicato nel 2013

Per tutto il tempo in cui l’abbiamo incontrata, lei non ha mai smesso di sorridere. Lisa Morandini, 24, anni, di autentica famiglia pardaciana, non si compiaceva senza ragione ma ci stava raccontando di quanto la sua vita in questo momento le dia soddisfazione.

«Sono in Finanza e in questo periodo sto completando il corso di sette mesi per diventare un effettivo nel Soccorso Alpino del mio corpo». L’unica donna del corso. «E se alla fine verrò assegnata qui a Predazzo sarò anche l’unica donna di questa squadra» (il Soccorso Alpino della Finanza opera anche nella zona di Merano, in molti altri posti sulle Alpi e perfino in Calabria, ndr).

Lisa è gentile, tutt’altro che timida, a proprio agio davanti a un microfono dopo anni trascorsi nella nazionale azzurra di sci di fondo: «La montagna e la vita all’aria aperta sono ciò che amo. È l’ambiente in cui mi vedo nei prossimi anni. Sulla neve, in pista e in fuoripista, d’inverno al Passo Rolle. Sui sentieri e in parete d’estate, in tutta la Val di Fiemme e nel Primiero».

L’operazione più semplice sarà recuperare un turista con una caviglia distorta o vittima di un malore in un rifugio; la più audace sarà farsi calare da un elicottero in parete per salvare un gruppo di climber bloccati in cordata dal maltempo.

«Sono entrata in Finanza a 19 anni quando gareggiavo per il gruppo sportivo e ci sono rimasta volentieri dopo il mio ritiro dalle competizioni. Sono di stanza alla Caserma al Passo Rolle ma lavoro dietro la scrivania. Quando poi ho avuto la possibilità di partecipare al corso, non ho avuto esitazioni e mi sono iscritta. La mia scelta, come quella di tutti coloro che lavorano nelle squadre del Soccorso Alpino, non è però dettata dal desiderio individualistico di vivere a contatto con la natura ma soprattutto dalla consapevolezza di voler aiutare il prossimo, in un ambiente affascinante ma anche difficile come quello della montagna».

Lisa non teme di certo di essere l’unica donna nel suo gruppo: «Dopo tanti anni nello sport professionistico, non sarà certo un problema lavorare in mezzo a soli uomini e so già che sarò trattata esattamente come gli altri. È quello che del resto succede adesso durante il corso. E poi, quando siamo in parete e dobbiamo salvare qualcuno, non c’è sesso che tenga: quello che conta è solo che tu sia in grado di fare il tuo lavoro e portare a termine la missione».

L’unica concessione a Lisa sarà una divisa con taglio femminile. E c’è da giurarci che sorriderà tutte le mattine quando si preparerà ad indossarla.

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