“Lupo, serve fare informazione”

Di lupo si torna a parlare periodicamente, spesso dopo nuovi avvistamenti. C’è chi però della presenza nelle valli di Fiemme e Fassa di questo grande carnivoro se ne occupa pressoché quotidianamente. Stiamo parlando di Paolo Scarian, appassionato di lupi che da diversi anni ne segue le tracce contribuendo al monitoraggio e alle ricerche sul campo. Con lui facciamo il punto sulla situazione attuale in termini di informazione e di prevenzione.

Sulle pagine de L’Avisio abbiamo parlato per la prima volta di lupo nel 2017. In tre anni cos’è cambiato a livello informativo a proposito del ritorno di questo animale nelle nostre valli?

Sotto l’aspetto informativo abbiamo continuato tenacemente e quotidianamente a mantenere alta l’attenzione su questo tema attraverso il gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo “, collegato ad altri gruppi a livello nazionale che si occupano delle stesse tematiche. Fondamentali sono l’aiuto e le informazioni che ci arrivano da fuori regione, dove la presenza del lupo è radicata da anni, in alcune aree addirittura da sempre poiché questo predatore non è mai scomparso.  Attraverso un costante scambio di informazioni, cerchiamo di capire come potrà evolversi la situazione nelle nostre valli, per proseguire nel migliore dei modi l’informazione su questa linea.

In questi anni si sono fatti passi avanti riguardo alla prevenzione?

Alcune aziende della valle, col supporto della provincia Autonoma di Trento, si sono dotate di mezzi idonei per la prevenzione passiva, come lo sono i recinti fissi o le reti mobili. Altri hanno aggiunto anche la prevenzione attiva, dotandosi di cani da guardia, oltre a quelli di conduzione. Ma la strada è ancora lunga, poiché sarà necessario rapportare il numero dei cani al numero dei capi di bestiame al pascolo, con la presenza di qualche pastore in più.  Abbiamo visto, inoltre, che il solo uso del filo pastore non ha nessuna efficacia preventiva per quanto riguarda gli attacchi dei grandi carnivori.

Giunti a questo punto, è possibile parlare di accettazione della presenza del lupo nelle nostre valli?

Crediamo che l’accettazione, o la convivenza, sia necessaria visto che per ora a livello giuridico e normativo non vi sono delle alternative.  

Quindi, cosa rimane da fare?

Non ci rimane altro che continuare a fare e a aumentare l’informazione corretta su questo tema, visto che troppo spesso assistiamo a prese di posizione di pancia ed estremiste, volte a creare confusione e rancore nella popolazione. Un ulteriore passo avanti è stato fatto da alcune realtà turistiche sul nostro territorio, che hanno ideato progetti volti a coinvolgere i frequentatori delle nostre montagne; un’attività sempre più richiesta dagli stessi turisti, che vogliono conoscere la biodiversità del territorio trentino, lupi e orsi compresi.

A proposito di orsi… cosa può dirci su questo grande carnivoro?

Da profano in materia, penso che le valli di Fiemme e Fassa non siano le zone ideali per una presenza stabile dell’orso. Le esigenze alimentari di questo animale prevedono un bosco misto con faggete e altri arbusti, oltre che terreni coltivati a frutta. Noi abbiamo solo conifere e, come abbiamo visto in passato, qualche orso  si è limitato a transitare nelle nostre valli, diretto però altrove.

FOTO: Copyright Paolo Scarian

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