Marcialonga prepara i cannoni

Anche quest’anno il giorno di Ognissanti nelle Valli di Fiemme e Fassa è coinciso col momento in cui i 27 cannoni e i 4 battipista della “flotta” appartenente a Marcialonga sono usciti dal magazzino di Ziano dove hanno riposato durante la stagione estiva, pronti per essere riavviati, condizioni climatiche permettendo, per innevare nuovamente il percorso di 70 km che congiunge Moena a Cavalese, passando da Canazei e Predazzo.

Dalla prima edizione del 1971 la tecnologia ha preso il sopravvento nella preparazione della pista, ma rimane comunque fondamentale la componente manuale portata in dote dai “cannonisti”, coadiuvati dalla grande esperienza e dal supporto del Consorzio Alta Fassa, del Centro del Fondo di Lago, del Centro Addestramento Alpino di Moena e della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo, senza i quali tutto ciò non sarebbe possibile. Per tracciare la pista occorrono circa 100.000 metri cubi di neve. Il presidente Corradini e i suoi “ragazzi”, come ama definirli lui, nelle notti in cui temperatura e umidità diventano ottimali si mettono all’opera per produrre la neve e dare corpo ad un fondo di circa 30 cm, base che servirà per poter sciare durante tutto l’arco dell’inverno, anche quando la gara non è protagonista. 

Per imbiancare la pista Marcialonga utilizza acqua recuperata dal troppopieno degli acquedotti, su concessione dei comuni delle Valli di Fiemme e Fassa che ne autorizzano le operazioni. Un costo complessivo di circa 400.000 euro che vede l’esborso maggiore rappresentato dal trasporto della neve. In una nota il Comitato organizzatore scrive: “Questo è ancora un limite impossibile da limare, ma l’esistenza della pista Marcialonga nel complesso dà ossigeno al tessuto economico delle due valli grazie agli indotti dettati dal turismo invernale, senza contare la mobilitazione di alcune aziende locali che partecipano attivamente alla realizzazione della pista, permettendo loro un’attività lavorativa sicuramente maggiore”.

Il tracciato della Marcialonga non è infatti riservato esclusivamente alla gara, ma rimane a disposizione dei fondisti per l’intera stagione. I dati dell’ultimo inverno parlano di 102.227 passaggi, con una media di 1250 passaggi giornalieri, numeri di tutto rispetto che testimoniano una crescita importante del movimento fondistico, sebbene in tempi di pandemia questi numeri siano destinati irrimediabilmente a scendere.

Foto: Newspower

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento