Mauro Morandini, storia di un artista dei nostri giorni

“Poco importa che si tratti di suonare, recitare o dirigere. La cosa importante è avere un palco da cavalcare e un pubblico per cui performare”. Chi parla è Mauro Morandini, in arte Charly, in onore di suo nonno Carlo, ed è sua la storia che vogliamo raccontare.

La storia di un artista a tutto tondo che, oggi 33enne, ha sempre fatto suo quel teorema che esalta il desiderio di comunicare al mondo, indipendentemente dai modi e dagli strumenti.

Mauro comincia con la musica. La passione gli viene trasmessa dal padre Bruno, uno dei componenti del gruppo folk Immer Lustig, ma si è sicuramente rafforzata nei tanti anni trascorsi all’interno della Banda Civica di Predazzo: ”Ho iniziato quando avevo otto o nove anni, prima trainando il carretto della grancassa poi suonando tutti gli strumenti che avevo studiato – flicorno contralto, trombone a coulisse e basso tuba. Ho un ricordo splendido di quegli anni: “El Fiore”, il maestro della banda, mi ha insegnato tutto. E poi l’ambiente era qualcosa di magico in cui era un piacere suonare…e non solo”. È proprio con il maestro Fiorenzo Brigadoi che Mauro conosce la magia della composizione musicale: “La ricordo come una scoperta illuminante. Quel giorno tornai a casa e provai subito a creare una breve melodia tutta mia”.

A quindici anni fonda, insieme agli amici Erik Melillo e Enrico Desilvestro, un gruppo punk rock che prende il nome di “Pan Gratà”, a cui presto viene preferito un più dignitoso e internazionale “South Punk”. Testi in italiano e in inglese, la prima sala prove in uno scantinato della vecchia Birreria a Predazzo… la loro prima esibizione in pubblico avviene durante la pausa di un concerto del gruppo in cui suona il padre e poi seguono le feste di paese, l’immancabile Suan Rock e qualche contest musicale fuori dalla valle.

“The Parrot” è il loro primo singolo e il primo manager li indirizza sulla strada di X-Factor. I ragazzi ci provano. È una delle prime edizioni trasmesse dalla RAI, il presentatore è ancora Francesco Facchinetti e alle audizioni non sono ammessi gli strumenti e sono costretti a cantare punk-rock “a cappella”. La cosa non va esattamente a loro vantaggio: arrivano tra gli ultimi ma qualcuno vede in loro del talento, li incoraggia a tornare e un anno dopo è la stessa produzione di X Factor a contattarli. Ci riprovano. Tra i giudici c’è anche Mara Maionchi: “ Siete forti ragazzi, però dovreste pensare ad un repertorio tutto italiano”.

I ragazzi sono giovani ma sanno bene cosa vogliono fare e, prima ancora di conoscere l’esito dell’audizione (peraltro passata a pieni voti), decidono di non proseguire con l’avventura del talent show e decidono di percorrere altre strade. Ma si sa, il destino è misterioso e la strada dei South Punk torna ad incrociare quella di Mara Maionchi nel backstage del Festival Show poco tempo dopo: la signora della musica italiana ancora una volta li invita a comporre pezzi in italiano e fissa loro un appuntamento nel suo studio di Milano. Tornano a casa, preparano il pezzo: “Lasciatevi ispirare da artisti come Franco Battiato…e poi tornate.

Il punk rock però è quanto di più lontano esista da Battiato e quindi abbandonano l’idea, cambiano manager e fanno uscire il nuovo album “Equilibrio instabile”, registrato al Gulliver Studio di Trento. Nei piani del nuovo manager c’è una produzione professionale, promozione in radio e tv e infine un lungo tour in Sud America. Arrivati in Argentina le cose però non vanno come dovrebbero e il sogno “sudamericano” si arresta dopo un mese: i ragazzi, che nel frattempo sono diventati cinque con l’entrata di Marco Mattia e Alvaro Croce, rientrano in Italia e si trovano senza lavoro e di nuovo senza manager , tanto che la band, esattamente dieci anni dopo la sua fondazione, si scioglie.

La passione per la musica però non si spegne per un progetto finito male. Mauro Morandini non molla e fonda un nuovo gruppo con Alvaro Croce e Mauro Tonini. Si chiamano i “Resilienza” perchè proprio di resilienza trattano i testi. Il loro album “Get-Up! contiene nove brani e viene registrato in presa diretta in soli tre giorni. I ragazzi organizzano un tour, si spostano in camper e suonano come busker – cioè artisti di strada – in Austria, Germania, Belgio e Olanda. Un’esperienza che li carica, con la gente che si ferma ad ascoltarli condividendo le loro emozioni.

Dopo tre anni anche i Resilienza si sciolgono e Mauro torna a un vecchio amore, quella per la recitazione. Ai tempi delle scuole elementari, infatti prese parte a una piccola recita scoprendo così anche il suo amore per il palcoscenico. È quindi il 2017 quando gli viene chiesto di partecipare alla Rock Opera Dolomitenfront, adattamento in musical dell’omonimo film (presentato alla 65° Edizione del Trento Film Festival ) realizzato in Val di Fiemme. Il cast è formato da giovani attori, ballerini e musicisti ma anche tecnici e video maker, della Val di Fiemme, della Val di Fassa e di altre zone del Trentino.

Il ritorno di fiamma per la recitazione e il suo trasferimento a Bologna creano l’occasione: Mauro si iscrive alla scuola di cinema Rosencrantz&Guildenstern dove studia anche montaggio e regia. Durante il lockdown nel marzo 2020 nasce il suo primo cortometraggio – “Close-d” – girato insieme al compagno di corso Davide Maimone, il cui tema gira attorno alla solitudine, non solo conseguenza del distanziamento forzato ma vera e propria condizione mentale. Lo girano separatamente, ognuno a casa propria con il solo utilizzo di uno smartphone. A questo segue poi nuovo cortometraggio in cui sono entrambi attori e registi supportati da una vera troupe: si intitola “Perla Madre”, un thriller psicologico che tratta la violenza sulle donne. A febbraio di quest’anno esce il trailer e dal mese seguente Davide e Mauro si alternano alle premiazioni di miglior attore protagonista, iniziando una lunga raccolta di riconoscimenti dall’Europe Film Festival al Paris Cinema Awards.

Questa potrebbe essere l’occasione per dare una svolta definitiva alla carriera, soprattutto in virtù del fatto che Perla Madre è in concorso ai David di Donatello del 2023, una delle vetrine più importanti per il cinema italiano.

Nel frattempo, Mauro vive a Roma dove lavora per una società di Youtuber, occupandosi di post produzione video.

Leonilde Sommavilla

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