Meno 4: Il Filmfestival racconta le valli di Fiemme e Travignolo

La sezione “Orizzonti vicini” del Filmfestival Montagne e culture in programma da venerdì 30 aprile al 16 maggio al Modena di Trento e in streaming, e propone film corti e documentari legati alla terra trentina. Tra questi alcuni orizzonti “vicinissimi” che riguardano le nostre valli.

Di “Schianti” di Tobia Passigato ne abbiamo già parlato. Si tratta di un corto di 15’ in bianco e nero sulla tempesta Vaia, così come vissuta e ricostruita da alcuni personaggi locali: Silvano, la guardia forestale del Primiero, la micologa predazzana Elsa Danzi e le prozie del regista che abitano a Predazzo e che dall’abbaino di casa loro non vedono più lo stesso bosco. A loro si aggiunge una giovane studentessa di scienze forestali. La pellicola sarà presentata martedì 4 maggio alle ore 19.45. In streaming è disponibile gratuitamente (essendo di durata inferiore a 30 minuti) a partire dal 6 maggio.

In programma anche due filmati di Emanuele Corfortin, giornalista, alpinista e documentarista, che tratta di aree di crisi, migrazioni e minoranze ai margini della società moderna. Tra i suoi progetti i volumi “Dentro l’esodo, migranti sulla via europea” e “Back to life in Iraq”, è cofondatore e direttore della rivista Alpinismi.com.
Il primo, sempre nella sezione Orizzonti vicini, è “Diga” un mediometraggio di 38 minuti che sarà presentato giovedì 6 maggio alle ore 17.45 e in streaming da martedì 4 a 3 €. Un racconto della pastorizia e della transumanza della famiglia Baldessari di Bellamonte, detti “Diga”. Il racconto di una professione antica come il tempo, ma che, pur in un’epoca segnata dalla globalizzazione, alcune comunità di persone continuano a custodire. Tra loro c’è la famiglia Baldessari transumanti da quattro generazioni, che in autunno lasciano la Val di Fiemme per cercare l’erba in pianura, ritornando solo a primavera. Ma per loro, al tempo del Covid, dell’iper-urbanizzazione e del ritorno dei grandi predatori, le regole del gioco sono cambiate.
il secondo è “Venìa”, un corto di 19’ presentato fra le proiezioni speciali di Montura già in apertura sabato primo maggio alle ore 15.30 e in streaming dal 3 maggio. E’ il racconto di una famiglia di allevatori, i Turra, che vengono dal Primiero. Due fratelli e una sorella attorno ai trent’anni, eredi di un mestiere diviso fra l’allevamento e il pascolo in montagna. Sono i gestori di malga Venegiota, cara ai fiammazzi quanto ai primierotti, in fondo alla val Venegia e al cospetto delle Pale di S. Martino. Le loro testimonianze raccontano di un’attività che nel XXI secolo richiede nuove professionalità aggiuntive: l’ospitalità e i limiti del Covid, ma anche una tendenza in atto testimoniata dal giovane Davide, 20 anni, che da diverse stagioni trascorre l’estate con la mandria di manze e che delinea un possibile futuro per l’alpeggio basato su nuove regole e vecchi principi: passione e senso del sacrificio. Oggi più che mai in mano ai giovani.

Nei prossimi giorni dalla val Travignolo andremo in val di Fassa. Il festival riserva qualcosa anche alla terra ladina.

 

 

 

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