Michael, sui kart sognando la F1

I suoi genitori gli hanno dato il nome di Schumacher. Per questo non c’è da stupirsi se Michael Maggi ama la velocità e sogna di diventare un campione di F1. Questo undicenne, nato in Puglia e da qualche anno residente a Predazzo, ha già iniziato a schiacciare il pedale dell’acceleratore verso la realizzazione delle sue massime aspirazioni.

Michael è un giovane e promettente campione di kart che attualmente gareggia nella categoria 60cc gruppo 3. Alle sue spalle ha già una serie di piazzamenti importanti in gare di livello internazionale. Già Ferrari Driver Academy e vicecampione regionale della Puglia, ha recentemente portato a casa una prestigiosa vittoria al campionato tedesco. Vanta anche un undicesimo posto (su 108 piloti) al Mondiale 2020. Dopo alcuni passaggi di scuderia, oggi corre con il Praga Racing Team di Giuseppe Lotito, coadiuvato e seguito dal maestro Carlo Passeri della Tech+, suo motorista.

Per Michael tutto è iniziato alle giostre, quando a soli 5 anni è salito sulle auto elettriche del luna park. Ed è stato amore a prima vista. Il papà Riccardo lo ha così portato su un circuito di kart: “La prima volta che ha sentito il rumore di un motore a scoppio si è spaventato”, racconta. “Ma dopo un paio di giri sul circuito, mi ha superato e ha preso la sua strada”.

Il suo mito? Inutile dirlo, Schumacher. Grande anche l’emozione nel conoscere Mike Wilson, uno dei piloti più veloci nella storia del kart, vincitore di 6 titoli mondiali e unico ad essere riuscito a battere addirittura Ayrton Senna.

La scuderia preferita di Michael? Anche qui, è scontato: la Ferrari, anche se ultimamente non gli regala molte soddisfazioni. Alla domanda su cosa gli piaccia di questo sport, il giovane pilota non ha dubbi: “la sensazione di sfidare il pericolo”. Le sue caratteristiche come pilota? “Ho il piede pesante”, ride Michael. Ma non basta. Sul circuito ciò che conta è davvero la velocità, ma non solo quella segnata dal tachimetro, bensì soprattutto quella di riflessi. Insomma, è una questione di sensibilità, di baricentro, di saper portare il kart e non lasciarsi semplicemente trasportare. Serve poi una grande resistenza fisica: basti pensare che i piloti di F1 perdono oltre 3 kg nelle gare più “calde”. Anche per i più giovani lo sforzo è notevole. Per questo Micheal si allena, guidato dal padre, pure fuori dai circuiti. Il papà lo incita addirittura a trascinare tronchi per rafforzare le braccia.

I genitori sono al suo fianco per allenamenti, trasferte e gare. Un sostegno pratico (il papà si occupa della telaistica del kart, mentre la parte meccanica è seguita da Carlo Passeri), ma anche e soprattutto di incoraggiamento morale. Anche se a volte alla mamma verrebbe da chiudere gli occhi nel vedere il figlio sfrecciare a oltre 100 chilometri orari. Eppure, è proprio da lei che Michael ha ereditato la spericolatezza, mentre dal papà viene la passione per i motori. Il padre, infatti, è da sempre appassionato di tuning ed è stato amico di Renzo Zorzi, pilota automobilistico di Ziano di Fiemme, titolare – dopo il ritiro dalle gare – di una scuola di pilotaggio in Puglia.

Sogna di essere un campione, ma Michael non trascura quelli che sono i suoi doveri scolastici: per questo si è abituato a studiare durante le trasferte o nei fine settimana di allenamento sul circuito di Lonato (BS), portandosi dietro libri e quaderni per stare al passo con i compagni. “Michael sta crescendo e maturando grazie a questa esperienza, che lo chiama ogni giorno ad affrontare le sue responsabilità. Per lui inoltre è un’importante esperienza di vita: durante le gare ha modo di conoscere piloti di tutto il mondo, aprendosi così alla diversità”.

Michael sa che davanti a lui ci sono anni di grandi sacrifici e che raggiungere l’ambito traguardo della F1 non sarà facile: non tanto per le capacità che dovrà dimostrare d’avere, ma perché è un ambito in cui servono investimenti economici importanti, a meno di trovare sponsor che decidano di investire su di lui.

Il giovane pilota però non si spaventa. È pronto ad affrontare il futuro con la stessa grinta con cui affronta il circuito: curva dopo curva, soprasso dopo sorpasso.

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