Si è svolto a Cles, nella sala Borghesi-Bertolla, l’incontro promosso da Transdolomites in collaborazione con Ezio Trentini. La sala era semivuota e l’appuntamento si è trasformato in uno scambio di testimonianze tra appassionati ed esperti. La sindaca Stella Menapace ha portato i saluti, attribuendo la scarsa affluenza all’orario inusuale. Ha invitato gli organizzatori a proseguire il progetto di mobilità sostenibile, portando idee e dati. Il presidente Massimo Girardi ha ricordato gli ingenti investimenti europei nelle ferrovie e i ritorni economici che ne derivano. Ha citato anche Oss Mezzurana, che nel 1891 illustrò al consiglio comunale di Cles il progetto di ferrovie economiche a trazione elettrica per collegare il capoluogo alle valli trentine. Un tema, ha sottolineato, oggi di nuova attualità con il traforo del Brennero.
Diversi interventi hanno ricostruito la storia ferroviaria del territorio. Ezio Trentini ha evidenziato i legami culturali ladino-retici tra le valli del Noce e la Svizzera. Mario Forni ha raccontato i personaggi della Trento-Malè: Enrico Conci, che si battè per la sua realizzazione e il successivo ammodernamento; Emanuele Lanzerotti, ingegnere e politico autore del programma delle ferrovie elettriche nelle Alpi Orientali; Giacomo Sutter, che a metà anni Trenta rilevò la Trento-Malè; e l’ingegner Daniele Cozzini, direttore della linea dal 1977 al 2000. Mario Chini ha ripercorso le tappe delle ferrovie trentine, dalla Sudbahn alla Mori-Arco-Riva, fino ai meccanismi di finanziamento e ai contrasti tra i comuni.
Dallo schermo è intervenuto Tonio Schwehr, dell’istituto svizzero EBP, che ha presentato una ricerca sulla creazione di valore turistico della Ferrovia Retica. I dati riferiti alla stagione 2022/2023 parlano di 24 milioni di persone e di 4,5 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo. Nei Grigioni un terzo dei dipendenti lavora nel turismo. Marcello Serra ha rilanciato l’idea del potenziamento della Trento-Malè, con prolungamenti verso il Tonale, Tirano e l’Engadina, suggerendo di procedere per interventi funzionali successivi. Thommy Cantoni, vicesindaco di Livigno, ha illustrato il progetto TRIP per collegare Livigno alla rete ferroviaria svizzera, e l’esperienza dei pullman verso Tirano ed Edolo, finanziata dall’Unione Europea.
Benedetto Abbiati, della Società Economica Valtellinese, ha ricordato come gli interventi gestionali possano sostenere quelli infrastrutturali, citando i risultati ottenuti durante le olimpiadi nel triangolo Tirano-Bormio-Livigno. Marco Danzi ha invece insistito sulla qualità dell’offerta: regolarità, frequenza, velocità, coincidenze e comfort sono le chiavi per spostare l’utenza dal mezzo privato a quello pubblico. Ha indicato l’Alto Adige come modello, con ampi margini di miglioramento sulla linea Trento-Mezzana. Dal pubblico è arrivata la domanda su da dove cominciare. La risposta: rendere la mobilità sostenibile un tema di discussione quotidiana, coinvolgendo cittadini, scuole, politica e operatori turistici, sull’esempio di Svizzera e Germania.







