Una nuova forma di amministrazione per i beni collettivi delle comunità di Canazei e Alba. Nella serata di giovedì 1° ottobre, le assemblee degli aventi diritto delle due frazioni hanno approvato il passaggio dalle ASUC ai nuovi “Ben Comun de la frazion de Cianacei” e “Ben Comun de la Frazion de Dèlba”, insieme ai rispettivi statuti.
Il cambiamento introduce un modello di gestione delle proprietà collettive più autonomo e partecipato, facendo riferimento alla legge 168 del 2017, che ha riconosciuto le proprietà collettive come ordinamento giuridico primario e ne ha sancito l’autonomia statutaria e gestionale. I beni delle comunità non sono quindi considerati beni pubblici, ma proprietà collettive la cui titolarità appartiene agli aventi diritto.
I nuovi statuti disciplinano l’aggiornamento del registro degli iscritti, la partecipazione alle assemblee e l’esercizio del diritto di voto, le competenze degli organi amministrativi e i criteri di trasparenza nella gestione economica. Vengono inoltre definite le regole per la tutela e l’utilizzo delle risorse naturali, a partire da boschi e pascoli.
A Canazei eletto anche il nuovo Comitato di gestione
All’assemblea di Canazei hanno partecipato 57 aventi diritto sui 148 iscritti, pari a circa il 38%, ben oltre il quorum del 15% necessario per rendere valida la consultazione.
Dopo l’approvazione della nuova forma amministrativa e dello statuto, l’assemblea ha proceduto anche all’elezione del Comitato di gestione. Sono risultati eletti Andrea Costa, Dino Davarda, Rinaldo Debertol, M. Assunta Merli, Alessandro Anesi, Stefan Valentini ed Erik Dantone.
Diverso il percorso ad Alba, dove risultano 227 aventi diritto. Anche qui l’assemblea si è regolarmente costituita e la maggioranza dei presenti si è espressa a favore della nascita del Ben Comun e del relativo statuto. Considerata l’ora tarda, è stato però deciso di rinviare l’elezione degli organi a una nuova assemblea, che sarà convocata prossimamente.
«Un modello moderno, trasparente e partecipato»
Il percorso che ha portato alla trasformazione è stato accompagnato dall’Associazione ASUC del Trentino, attraverso incontri pubblici e momenti di confronto con le comunità.
«Questo risultato è il frutto di un lungo percorso di coinvolgimento delle ASUC», ha spiegato il presidente dell’associazione Robert Brugger, sottolineando l’obiettivo di costruire un modello moderno, trasparente e partecipato, capace di rispondere alle esigenze di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio.
Soddisfazione è stata espressa anche da Rinaldo Debertol, presidente del Comitato ASUC di Canazei, che ha evidenziato soprattutto la possibilità di rendere la gestione meno burocratica e più snella, attribuendo contemporaneamente un ruolo maggiore alle assemblee degli aventi diritto e al loro controllo sulle decisioni degli amministratori.
Sulla semplificazione della gestione si è soffermato anche Olivo Micheluzzi, presidente dell’ASUC di Alba. L’assessore provinciale competente in materia di usi civici, Mattia Gottardi, che ha seguito il percorso di trasformazione, si è congratulato con i nuovi Ben Comun e ha augurato buon lavoro alle assemblee e agli eletti.
Un nuovo assetto per beni che appartengono alla comunità
Il passaggio segna dunque un cambiamento importante nella gestione di un patrimonio che comprende boschi, pascoli, immobili storici e altre proprietà collettive, ma mantiene al centro un principio antico: sono le comunità locali a custodire e amministrare questi beni nell’interesse degli aventi diritto e delle generazioni future.
Con la nascita dei due Ben Comun, Canazei e Alba scelgono ora di farlo attraverso una struttura dotata di maggiore autonomia decisionale e con un ruolo più diretto delle assemblee, chiamate a diventare il cuore della gestione delle proprietà collettive.
Foto: asuctrentine.it






