L’oriente sogna lo sci

Pubblicato nel 2018

Nicola Zanon, 21 anni, occhi a mandorla, è stato uno degli atleti di punta della Nazionale tailandese alle Olimpiadi invernali di PyeongChang. Padre trentino, mamma tailandese, Nicola è uno dei testimoni della nuova generazione globalizzata. Parla trentino, italiano e la lingua thai con estrema naturalezza, come scendere con gli sci sulle piste innevate. Da giovanissimo ha preso confidenza con la neve elemento del tutto sconosciuto in terra tailandese e si è fatto notare per la sue capacità. Dopo essere rimasto lontano dai campi di sci per quattro anni, ha ripreso l’attività raggiungendo buoni piazzamenti nella Sud American Cup, il circuito ambientato sulle montagne andine analogo alla Coppa Europa in scena sulle Alpi.

“Nonostante la sosta forzata – ha spiegato prima delle Olimpiadi – nell’ultima stagione sono riuscito a piazzarmi anche al 13esimo posto nelle gare del Sud American Cup partendo con un numero di pettorale poco propizio. Mister Harinat Bird, direttore del settore sci alpino della Ssat (l’equivalente tailandese della nostra Fisi) mi ha proposto di partecipare alle Olimpiadi di PyeongChang con la squadra nazionale tailandese. La mia preparazione atletica è stata perfezionata in Val di Fassa, principalmente sulla pista Aloch di Pozza, sotto la guida del mio allenatore Stefano Vampa e seguito dal preparatore atletico Cristian Pellegrin”.

Nicola Zanon ha cercato di tenere alta la bandiera del Paese asiatico nello slalom gigante. La sua prima manche olimpica è però da dimenticare: un errore letale non gli ha permesso di portare a termine la gara. Il paese del sud-est asiatico è conosciuto per le spiagge tropicali, gli opulenti palazzi reali, le rovine antiche e i templi riccamente decorati ma non certo per le piste innevate che non esistono (i centri invernali più vicini sono in Giappone). “In Oriente – spiega Nicola Zanon – lo sci sta avendo un’attenzione crescente. In Cina si costruiscono centri invernali e, con l’aumento del benessere economico, ci sono persone che affrontano un lungo viaggio per andare sulla neve. Per fare un parallelo è come recarsi nei Caraibi per gli europei”.

In futuro, oltre che migliorarsi come discesista (specialità Gigante e Slalom) Nicola Zanon punta a fare da “pontiere” tra la Tailandia e le Dolomiti, trainando il progressivo interesse per la neve. Intanto ringrazia per avere trovato in zona strutture e conoscenza idonee al suo progetto. Le Valli di Fiemme e Fassa hanno aiutato il giovane atleta con professionisti di valore. Oltre all’allenatore Vampa, in Corea è volato anche Cristian Pellegrin, laureato in Scienze motorie e osteopatia che esercita a Canazei e a Moena. Per una ventina di giorni ha lasciato gli impegni fassani al suo staff per stare vicino all’amico Nicola. La globalizzazione è anche questo.

Gilberto Bonani

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