Nidi in Trentino, approvato un bonus fino a 2.500 euro annui per figlio

La Giunta provinciale di Trento ha approvato una nuova misura per ridurre le tariffe dei servizi educativi e conciliativi della prima infanzia. Il contributo è destinato ai primi due figli dei nuclei familiari residenti in provincia e può coprire fino al 100% della quota residua a carico delle famiglie. L’obiettivo è sostenere la natalità, facilitare l’accesso ai servizi e favorire la conciliazione tra tempi familiari e lavorativi.

“Questo nuovo intervento sui nidi d’infanzia non è un provvedimento isolato, ma si inserisce in un percorso organico e strutturato che la Giunta sta portando avanti per affiancare i nuclei familiari in tutte le fasi della loro crescita. Penso all’assegno per il terzo figlio, alla riforma della quota A dell’assegno unico, alle azioni per la rivitalizzazione dei Comuni a rischio spopolamento o al ‘Bando Casa’ per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa, ma anche al ‘bonus trasporti’ per mitigare il carocarburanti. L’obiettivo comune di tutti questi tasselli è dare risposte solide e di lungo periodo alle famiglie”, commenta il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti.

“La Provincia crede nella famiglia e, con questa misura che richiede un investimento importante sul bilancio pubblico, dimostra di sostenere la natalità con un intervento economico significativo e in una logica di continua innovazione dei servizi”, afferma il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli. “Grazie a questa misura, assieme alle altre tra cui appunto il Bonus terzo figlio entrato a regime nello scorso mese di luglio, la Provincia intende confermare il suo impegno verso le famiglie e il sostegno all’occupazione femminile, alla residenza e permanenza sui territori e all’attrattività territoriale per la realizzazione dei progetti di vita delle famiglie”.

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Il beneficio riguarda i bambini a partire dai 3 mesi e fino ad agosto dell’anno in cui compiono 3 anni. Spetta per i primi due figli della medesima madre, biologica o adottiva, purché appartengano al nucleo familiare del richiedente. I bambini devono essere iscritti a servizi educativi in provincia di Trento: nidi d’infanzia, nidi nei luoghi di lavoro, nidi familiari-servizio Tagesmutter oppure servizi conciliativi accreditati per i Buoni di servizio FSE+.

Per accedere al contributo, il richiedente deve avere la residenza anagrafica in provincia di Trento e un indicatore della condizione economica familiare, ICEF Famiglia, non superiore a 0,70. Deve inoltre aver già presentato domanda e incassato il “contributo asilo nido” erogato dall’INPS.

Il rimborso viene calcolato sulla quota che resta a carico della famiglia dopo aver sottratto il valore dei Buoni di servizio FSE+, il contributo asilo nido INPS e ogni altro contributo pubblico ricevuto per le stesse finalità.

Per le famiglie con un ICEF pari o inferiore a 0,40, il contributo copre il 100% della quota residua, fino a un massimo di 2.500 euro per figlio per anno solare. Con un ICEF superiore a 0,40 e fino a 0,70, la copertura scende al 50% della quota residua, sempre entro il limite di 2.500 euro per figlio per anno solare.

Per la prima applicazione della misura saranno ammesse le spese sostenute a partire dal 1° settembre 2026. Da quella data, le fatture emesse dai nidi d’infanzia dovranno essere intestate alla stessa persona del nucleo familiare che presenterà entrambe le richieste: quella all’INPS per il contributo asilo nido e quella alla Provincia per il nuovo bonus.

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La domanda dovrà essere presentata tramite un’apposita piattaforma online sul sito della Provincia, www.provincia.tn.it, oppure attraverso gli enti di patronato. Il periodo per l’invio sarà compreso tra aprile e settembre dell’anno solare successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

I criteri e i requisiti di accesso sono stati elaborati dall’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento, titolare della delega alle politiche familiari. La gestione operativa dell’intervento è affidata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa (Apapi), in continuità con le altre misure economiche destinate ai nuclei familiari.

Per informazioni è possibile contattare l’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento al numero 0461 494110 oppure all’indirizzo e-mail agenzia.coesionesociale@provincia.tn.it.

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