Non sei sola

Ci sono i numeri. Freddi, come ogni statistica, ma d’impatto. Solo nella nostra provincia sono stati 793 i reati segnalati nel 2019 riconducibili alla definizione di violenza di genere. In media, in Trentino lo scorso anno si sono avute 3,7 denunce e procedimenti di ammonimento ogni 1.000 donne residenti tra i 16 e i 64 anni; 1,7 al giorno. I dati dell’Osservatorio provinciale confermano che la violenza di genere, nella grande maggioranza dei casi, riguarda la rete di relazione più vicina alle vittime, quella che coinvolge la sfera affettiva e delle conoscenze. Nell’85,7%, infatti, le denunce riguardano un uomo che proviene dal contesto familiare, relazionale o lavorativo delle donne. In Italia, nei primi 10 mesi del 2020, le vittime di femminicidio sono state 91, una ogni tre giorni.

Ci sono le storie. Quelle che arrivano sulle prime pagine dei giornali, ormai definitive. Quelle ancora aperte che continuano a consumarsi all’interno delle famiglie, delle case, dei luoghi di lavoro. Quelle silenziose, che non lasciano segni sulla pelle. Quelle che diventano simboli, come quella di Gessica Notaro, sfregiata con l’acido dell’ex e ora in prima linea contro la violenza sulle donne. Quelle che restano sconosciute, ma che cambiano direzione grazie al sostegno dei centri antiviolenza, delle forze dell’ordine, di una rete capace di aiutare le vittime e riconoscere i colpevoli.  

Ci sono i simboli. Quelli rossi, come il sangue che non cessa di scorrere. Quelli che ogni anno colorano il 25 novembre, giorno scelto dall’Onu nel 1999 come data simbolo della lotta alla violenza di genere in ricordo delle sorelle Mirabal, uccise nel 1960 dal dittatore dominicano Rafael Leonidas Trujillo. Le tre “Mariposas”, come sono poi passate alla storia, avevano lottato in prima persona per i diritti delle donne.

Anche nelle valli di Fiemme e Fassa il 25 novembre e i giorni a seguire sono state allestite nelle piazze le scarpe e le panchine rosse. Un’iniziativa dell’associazione “La Voce delle donne”, che ha voluto mettere al centro dei paesi, proprio lì dove si passa tutti i giorni, quelli che sono diventati i simboli principali della lotta contro la violenza di genere. Le scarpe, come quelle che l’artista messicana Elina Chauvet ha usato per la sua installazione “Zapatos Rojas”, per ricordare le donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez. Le panchine – luogo di sosta, riposo, chiacchiere -, per ribadire alle vittime di violenza che ci sono luoghi sicuri dove potersi rifugiare, dove trovare ascolto, dove ricominciare a vivere. Le artiste dell’associazione hanno colorato e allestito scarpe e panchine in tutti i paesi di Fiemme e Fassa, con il messaggio “Non sei sola”.

Ci sono le mani tese. Quelle che anche “La voce delle donne” non esita a tendere. Oltre agli allestimenti artistici del 25 novembre – utili non solo per ribadire alle vittime che la comunità le sostiene ma anche per tenere alta l’attenzione su un tema che se non arriva alla cronaca con atti estremi rischia di rimanere sommerso – l’associazione ha attivato uno sportello di ascolto, aperto non solo a chi subisce violenza, ma a chiunque abbia bisogno di condividere emozioni e storie: “Un luogo dove raccontare di un dolore, di una perdita, di una rabbia. Una stanza per chi sente la necessità di parlare, senza essere giudicata, di problemi familiari, di conflitti con il compagno, delle incomprensioni con i figli, delle difficoltà sul lavoro o nello studio, della malattia, della solitudine”. Il numero da chiamare è 348.0035423; oltre all’ascolto, le donne riceveranno anche contatti utili in base alle loro difficoltà.  1522 è invece il numero nazionale, gratuito e attivo 24 ore su 24, che gestisce le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Ci sono i dati. Ci sono le storie. Ci sono i simboli. Ci sono le mani tese. Quello che manca nella violenza è l’amore. Che nulla ha a che vedere con botte, soprusi, limitazioni, molestie. L’amore è altro. Insegniamolo a bambine e bambini d’oggi, perché in futuro non ci sia più bisogno di colorare di rosso panchine e scarpe.

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