Norgay Tenzing: dall’Everest a Predazzo

Chi non conosce Norgay Tenzing, lo sherpa (ma il termine è riduttivo perché è stato innanzitutto un grande alpinista anche se nell’occasione che l’ha reso celebre ha fatto il capo sherpa) che il 29 maggio del 1953 raggiunse per la prima volta la cima del monte Everest assieme al neozelandese Edmund Hillary? Tutti o quasi. Non tutti però sanno, e noi pure fino ad ora nonostante tracce ce ne fossero state, come la foto appesa alle pareti della nota Baita alpina di Zaluna, che Norgay Tenzing non si era accontentato delle montagne più alte della Terra, ma aveva sentito magnificare le Dolomiti e voleva conoscerle. Tant’è che qualche anno dopo la conquista della vetta più alta dell’Himalaya, lo sherpa/star nepalese giunse in Trentino e volle salire nelle nostre valli per vedere quelle rocce che sono poi diventate patrimonio mondiale dell’umanità. Il suo passaggio nelle valli dell’Avisio, in particolare a Predazzo, è testimoniato da una foto recentemente postata da Graziella Gabrielli sul gruppo Facebook “Predazzo, dialoghi e ricordi”, e scattata in via Roma di fronte alla bottega di Marino Gabrielli, il noto “Marino Zelèr” (ora occupata dalla farmacia), padre di Giulio, il giovane alpinista scomparso sulla Marmolada il 12 agosto del 1959. “Ci siamo trovati casualmente davanti alla bottega del Zeler  – racconta Mario Dellagiacoma “Rossat” che in barba ai suoi 93 anni ricorda benissimo quello scatto – Marino voleva conoscere Tenzing perché lui voleva conoscere tutti. Eravamo io, lui, il Nello Cavada, Alberto Longo e (accucciato con il cane) Giovanni Gabrielli “Bala” il papà di Graziella, la quale ricorda ancora l’immagine appesa nella Baita alpina di Zaluna gestita dal padre, anche se quella foto è sparita e ha recuperato successivamente una copia da un amico trentino. Assieme a loro c’era un funzionario della Provincia di Trento, o dell’Azienda di soggiorno del capoluogo, che aveva accompagnato lo sherpa più famoso del pianeta assieme ad altre due persone. Mario non ricorda la data, ma presume che si tratti della seconda metà degli anni ’50.

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L’attenzione alle nostre montagne di noti personaggi contemporanei non si ferma qui. C’è anche uno scrittore straniero, autore di un libro ancor più noto ambientato in Tibet, di cui scriveremo più avanti.

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