Oradini perde la sfida con Travaglia al Challenger di Rovereto

L’incontro attesissimo tra Giovanni Oradini e Stefano Travaglia finisce 3-6, 6-3, 6-4. Al Challenger di Rovereto il tennista di casa ha combattuto fino all’ultimo ma l’esperienza di Travaglia ha, alla fine, avuto la meglio.

Una partita spettacolare quella che si è conclusa pochi minuti fa, con un folto pubblico che ha sostenuto il roveretano fino all’ultimo punto. Giovanni Oradini ha giocato un ottimo tennis contro un avversario molto nervoso.

Dopo la partita ho incontrato Oradini e ho colto l’occasione per fargli qualche domanda.

Cosa ne pensi del risultato della partita?

“È andata così, si sapeva che era un giocatore di un certo livello, però quando si è vicini si cerca sempre di fare il meglio”.

Nel primo set sei riuscito a tenere a bada l’avversario, poi c’è stato un calo del tuo servizio?

“Un po’ si, ho servito peggio, comunque lui ha giocato meglio nel secondo e nel terzo set. Il servizio non mi ha aiutato, secondo me è quello che ha fatto la differenza nella partita. Lui ha fatto un po’ di ace, non so esattamente quanti, poi ha iniziato a rispondere sempre. Fa tanto non riuscire a ricavare uno o due punti ogni tanto gratis col servizio.”

Può essere anche per via della sua maggior esperienza?

“Si, io comunque l’anno scorso ho giocato tante partite, ma sicuramente ha maggior esperienza. Io sto arrivando, sento che potrò arrivare a un certo livello e un pochino di esperienza inizio ad averla anche io, però chiaramente lui ne ha molto di più. Si cercherà di fare meglio la prossima volta”.

Cosa ne pensi degli errori arbitrali? È un po’ un limite nei Challenger dove non c’è nessun controllo con mezzi elettronici oppure voi non ci fate troppo caso?

Ski Area Catinaccio a Vigo di Fassa

“A dire la verità nei Challenger con i giudici di linea e il giudice di serie qualche errorino con le palle più difficili si fa, ma alla fine fa parte del gioco. Non penso che mi abbia penalizzato durante la partita perché un paio magari erano a favore mio, un paio a favore suo. Diciamo che qualche errore c’è stato, poi se capita in un punto importante può cambiare l’inerzia della partita. Ovviamente negli ATP è meglio perché è tutto computerizzato. Fanno lo stesso qualche errore ogni tanto, però magari di meno”.

Qual è il tuo programma adesso?

“Adesso gioco in Spagna un 25.000, poi un altro Challenger come questo a Lugano e e poi a fine marzo ci sarà il torneo 20.000 all’ATA Battisti”.

Comunque sei soddisfatto del tuo percorso.

“Per ora sì, poi quest’anno non ho iniziato al meglio. L’anno scorso è stato positivo, quest’anno ho perso qualche partita di poco, però fa parte di questo sport. Adesso sto andando in crescendo e sto giocando meglio. Mi piacerebbe giocare ancora meglio, però penso di essere sulla strada giusta. Io ci metto tanto impegno, continuo a lavorare e a fare le mie cose il meglio possibile, poi vedremo dove si riesce a arrivare”.

Ormai lo fai professionalmente.

“Ormai sì, ho finito il college in America a giugno del 2021, quindi quest’estate saranno due anni che sono tornato. L’anno scorso è stato il primo anno che ho giocato “full time”. Ho detto “vediamo come va” e sono arrivato 350esimo partendo più o meno dal 1300esimo posto, quindi ho fatto un anno molto positivo. Adesso cerco di confermarmi come tennista professionista”.

Che vita è, una bella vita?

“È bello, ovviamente quando fai una cosa a un certo livello e ti dedichi solo al tennis come faccio io ci sono cose positive e negative come in tutti i mestieri. A volte viaggiare da soli in posti un un po’ particolari dove non c’è non c’è granché non è piacevole, però comunque mi piace giocare a tennis, quindi queste cose le faccio perché mi diverto a stare in campo. Però ci sono altre belle cose, come conoscere tante persone e posti nuovi. Alla fine fai un gioco, quindi direi di sì, la vita è bella”.

Ieri c’è stata la partita di Sinner. Cosa ne pensi di Jannik? Vi siete mai incontrati?

“Lui sa chi sono perché è amico di un paio di miei amici altoatesini, ma non ci siamo incontrati. Dovevamo incontrarci quattro o cinque anni fa in un Future a Pontedera, poi mi sembra che si era ritirato perché aveva la febbre. Lui e Berrettini sono i tennisti più forti in questo momento, è un grande esempio e un vero fenomeno. È bello avere un tennista nelle nostre zone che gioca a livelli così alti. Sarebbe bello riuscire a fare gli stessi tornei, si vedrà”.

Expert f.lli Tomaselli
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email