Una “figura” sul ghiaccio

Pubblicato nel 2012

Ginevra, Oberstdorf e la Val di Fiemme. È senza dubbio una vita movimentata quella di Paolo Bacchini, 27 anni, star nazionale e internazionale del pattinaggio artistico su ghiaccio, che ha mosso i primi passi da bambino nello stadio di Cavalese ed è arrivato a solcare le piste più prestigiose, come quelle della finale delle Olimpiadi di Vancouver del 2010, dove ottenne il ventesimo posto, e del Campionato del Mondo a squadre di Tokyo 2012, in cui si classificò quinto. Paolo è stato inoltre il primo ed unico atleta italiano ad avere eseguito un quadruplo toeloop, ovvero un salto con quattro giri di rotazione a 360 gradi, eseguito nel 2004.

Una passione, quella per il pattinaggio, nata quasi per caso: «A dire la verità, non c’è stata una persona in particolare che mi abbia portato ad avvicinarmi a questa disciplina: i miei genitori mi hanno semplicemente portato allo stadio del ghiaccio e poi, tra un corso e l’altro, mi sono appassionato e non ho più smesso. Di certo, invece, ci sono state e ci sono tante persone che mi sono rimaste vicino: da Joanna Szczypa, che mi ha seguito per molti anni sul ghiaccio fino alle olimpiadi di Vancouver nel 2010, a Peter Gruetter, il mio attuale allenatore, oltre ovviamente a mio padre Patrizio, che mi ha aiutato e mi aiuta tuttora con la preparazione atletica, a Carlo Terzer, che mi ha seguito per quanto riguarda il lato massoterapico, alla mia prima società di pattinaggio, l’Artistico Ghiaccio Fiemme e ai suoi presidenti e ovviamente alla Sagis e ai sindaci di Cavalese fino ad arrivare alle Fiamme Oro e all’ispettore Igor Cigolla.»

La tua sede di allenamento estiva è a Oberstdorf, in Germania, mentre in inverno ti dividi tra Ginevra e Cavalese: tre sedi diverse in tre Paesi diversi. Come è maturata questa scelta?

«La preparazione in sedi diverse è dovuta al fatto che si cerca la location ideale per gli allenamenti in base al numero di ore di ghiaccio che può offrire la struttura e tendenzialmente in estate si preferisce lavorare in montagna e in alta quota per avere una migliore ossigenazione». Pur essendo nato a Milano, fin da giovanissimo è vissuto a Cavalese e la carriera lo porta a non avere una casa “fissa”.

Ti consideri fiemmese?

«Da quando ho 5 anni vivo a Cavalese… direi che di Milano, oltre alla carta d’identità che mi dice che sono nato lì, non ho molto altro!».

L’entrata nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro ha rappresentato una svolta nella tua carriera sportiva?

«L’entrata nel corpo della Polizia di Stato è stata fondamentale per poter continuare la mia carriera, soprattutto per raggiungere la partecipazione alla seconda olimpiade. Diciamo che visti i costi dell’attività e l’impegno totalizzante che essa richiede, sarebbe stato davvero difficile poter proseguire senza il supporto di questo gruppo».

Hai preferito esibirti individualmente anziché in coppia: quali sono, a livello tecnico, le principali differenze?

«Direi, in primo luogo, che sono discipline diverse anche se della stessa “famiglia”: per il singolo si raggiungono livelli di difficoltà molto elevati (ad esempio, almeno tutti i salti tripli e ormai anche i salti quadrupli) che per la coppia non servono, in quanto la disciplina di coppia di artistico prevede difficoltà specifiche, come sollevamenti e salti lanciati». A fine estate Paolo è stato protagonista di un’importante iniziativa di solidarietà per la ricostruzione dell’asilo di Finale Emilia, distrutto dal sisma.

Come è nata questa idea e qual è stato il riscontro del pubblico?

«Lo spettacolo è stato frutto di un’idea nata da una chiacchierata con un amico di Finale Emilia, subito sposata con entusiasmo dalla Sagis e dall’amministrazione comunale di Cavalese. La risposta del pubblico è stata davvero buona: almeno seicento persone hanno gremito le tribune della pista e tra incasso, sponsor privati e donazioni siamo riusciti a raccogliere una bella somma, che è stata consegnata interamente, quella stessa sera, al sindaco di Finale.»

Che progetti hai per la stagione che sta iniziando?

«Al momento sono in piena preparazione; a breve, infatti, avrò tre gare internazionali per i punti della classifica mondiale, più i campionati italiani a Milano a metà dicembre, che decideranno per la partecipazione a Europei e Mondiali».

Benjamin Dezulian

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