Piano Bostrico, ecco le nuove misure della Provincia

Gli alberi colpiti dal bostrico in Trentino hanno raggiunto ad oggi circa la metà del volume danneggiato dalla tempesta Vaia. Il dato è contenuto nel primo aggiornamento del Piano per l’organizzazione degli interventi di utilizzazione per la lotta fitosanitaria e di ricostituzione dei boschi danneggiati. Un Piano che contiene le disposizioni per fronteggiare l’epidemia rispetto alla quale esistono strumenti di contenimento e non di contrasto, mentre prosegue la collaborazione transfrontaliera in tema di gestione. Tra le misure a tutela del territorio, stabilite dalla Giunta su proposta dell’assessore provinciale alle foreste Giulia Zanotelli, è prevista la prosecuzione delle misure a tutela del territorio promosse dal Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento.

Attraverso un emendamento alla manovra di assestamento, di cui il Piano prende atto, l’Amministrazione ha stabilito ulteriori misure di semplificazione per gli interventi di recupero del bostrico, nonché misure di prevenzione nelle zone classificate su base catastale in base alle registrazioni di focolai di danno. Si vogliono inoltre contenere i prelievi nei boschi sani, sulle aree a rischio di diffusione del bostrico elevato o medio. Accanto alla mitigazione degli impatti conseguenti al taglio delle piante colpite (ad esempio a monte degli abitati) anche con contributi specifici, continueranno le attività di rimboschimento, che ad oggi hanno raggiunto il traguardo del milione di piantine su una superficie di circa 400 ettari: per questo motivo si rende fondamentale un ulteriore sviluppo dell’attività vivaistica e l’individuazione nuovi boschi per la produzione di seme. In occasione della presentazione del Piano in conferenza stampa sono intervenuti l’assessore Zanotelli, il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Raffaele De Col, il dirigente del Servizio foreste Giovanni Giovannini, il direttore dell’Ufficio pianificazione, selvicoltura ed economia forestale Alessandro Wolynski e Cristina Salvadori dell’Ufficio fitosanitario.

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Gli ultimi dati del monitoraggio delle popolazioni di bostrico (allo scorso 20 luglio) evidenziano livelli ancora elevati, con un numero di esemplari catturato dalle oltre 200 trappole distribuite sul territorio, pari mediamente a quasi 18mila unità, ma inferiori del 9% rispetto allo scorso anno. Esiste un’ampia variabilità spaziale, con catture medie per Distretto da 11.400 (Tione) a 25.500 (Primiero). Secondo il monitoraggio, in media in due aree controllate su tre quest’anno si è già superata la soglia “epidemica”: non si prevede dunque che le infestazioni si estinguano nel breve periodo. L’andamento meteorologico, tuttavia, ha accorciato la stagione utile per lo sviluppo del bostrico e dunque si prevede una crescita delle popolazioni più contenuta.

A fronte di circa 4 milioni di metri cubi di danni registrati in tutto il Trentino a causa della tempesta Vaia, i danni cumulati per il periodo 2019-2022 attribuibili al bostrico ammontano a circa altri 2 milioni di metri cubi. In termini di superficie, le aree intaccate dal bostrico dal 2019 ad oggi ammontano a 10.454 ettari, di cui 5.488 ettari colpiti nel corso del 2022. Un particolare approfondimento sulle ricadute di tipo idrogeologico, ha consentito di evidenziare come la perdita di efficacia della copertura a bosco rispetto alla situazione del 2018 – cumulando i danni dovuti alla tempesta Vaia con quelli legati al bostrico – incide per il 13% nel bacino dell’Avisio e del Cismon, per l’11% nel bacino del Fersina, del 10% nel bacino del Brenta e dell’8% nel bacino del Vanoi. Secondo quanto riportato nel Piano, i bacini che hanno subito danni per oltre il 10% della copertura assumono priorità per le azioni di ripristino.

Alla luce del continuo aumento dei danni dovuti al bostrico, oltre alla necessità di facilitazione e semplificazione delle procedure di recupero del materiale colpito, il Corpo forestale pone particolare attenzione al mantenimento delle aree non ancora colpite dal bostrico, per evitare una ulteriore perdita di efficacia del bosco nello svolgere i propri servizi ecosistemici, in particolare quelli protettivi.

Le modifiche volute dall’Assessorato all’agricoltura e foreste – approvate dal Consiglio provinciale – prevedono misure di semplificazione e di prevenzione.

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È stata introdotta la possibilità di estendere le assegnazioni di taglio di materiale bostricato fino al 50% rispetto all’assegnazione iniziali, in base alla progressione dell’infestazione. Su richiesta, il Servizio foreste garantisce peraltro la propria assistenza tecnica per l’adeguamento del valore dei lotti ad un mercato del legname volatile, prima delle aste. Per quanto riguarda la realizzazione di infrastrutture necessarie alla rimozione del legname, è stato previsto un dimezzamento dei tempi per le autorizzazioni paesaggistiche ed edilizie, oltre che in materia di vincolo idrogeologico e di polizia idraulica.

Nei comuni catastali classificati come a medio o elevato rischio di progressione della diffusione del bostrico, sono state sospese per due anni le nuove autorizzazioni di taglio, nei boschi a prevalenza di abete rosso, che non siano necessarie per gli interventi selvicolturali. Nei catasti ad elevato rischio di progressione con boschi a prevalenza di abete rosso, sono sospesi per due anni i tagli con autorizzazioni già rilasciate, qualora il taglio non sia già stato eseguito in tutto o in parte. La norma consente la revisione dei contratti tra proprietari boschivi (in particolare i Comuni) e le imprese acquirenti, per i lotti nei quali è prevista la sospensione delle operazioni di taglio.

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