Piedicastello, via libera al cantiere del nuovo studentato universitario

Buone notizie per chi aspetta il nuovo studentato di Trento: i lavori sono stati finalmente aggiudicati. Il 18 maggio scorso, negli uffici dell’APAC, si è chiuso il bando di gara per l’opera “Residenza universitaria Piedicastello – lotto esecutivo 4 – nuovo studentato d’ateneo”. Una procedura aperta sopra soglia comunitaria, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

A presentare un’offerta sono state ben 11 imprese. Alla fine l’ha spuntata la Wolf System s.r.l. di Campo di Trens, in provincia di Bolzano, con un ribasso del 6,690%. Tradotto in cifre: 15.349.541,96 euro al netto della sicurezza, ai quali si aggiungono 400.183,16 euro di oneri per la sicurezza, per un totale di 15.749.725,12 euro.

Cassa Rurale Val di Fiemme

A commentare la notizia è il presidente Maurizio Fugatti: “Un passo ulteriore verso la realizzazione di un’opera importante per l’ateneo trentino, che rappresenta un investimento in grado di innalzare ulteriormente la qualità dei servizi proposti. Si tratta inoltre di un intervento importante anche per la città di Trento”.

Ma dove sorgerà di preciso il nuovo studentato? Sull’area dell’ex Italcementi, a Trento. Dentro ci saranno circa 200 posti letto, una piccola palestra, le lavanderie e diverse aree comuni. Per i lavori si prevedono 540 giorni, a partire dalla consegna del cantiere.

Qualche numero in più sull’appalto: il valore complessivo è di 16.850.277,78 euro. Di questi, 16.450.094,62 euro riguardano le lavorazioni soggette a ribasso, mentre i restanti 400.183,16 euro sono per gli oneri non soggetti a ribasso, cioè per il piano di sicurezza e coordinamento e per il piano operativo di sicurezza.

Shiatsu Zuo

Il progetto, lo ricordiamo, fa parte di un investimento più ampio, da circa 34,6 milioni di euro. I soldi arrivano dal bilancio dell’Università degli Studi di Trento, con un cofinanziamento statale a rimborso del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) di circa 10,2 milioni di euro, ovvero il contributo massimo ottenibile. La procedura, infine, è stata svolta su delega dell’Università di Trento.

Foto: ufficio stampa prov.Tn

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