Prima gli italiani? Sì, ma quali?

Prima gli italiani è uno slogan di grandissimo successo. Lo abbiamo sentito ripetuto migliaia di volte e lo troviamo in rete in ogni dove. Prendiamolo sul serio, allora: chi sono questi italiani che devono venire prima? Gli eredi dei Romani o quelli che abitano la nostra penisola? Insomma, quand’è che siamo diventati italiani? E perché?

Ne parla giovedì 8 luglio alle ore 17.30 nell’aula magna del municipio di Predazzo, lo storico Francesco Filippi, autore del libro “Prima gli italiani! (sì, ma quali?), edito da Fact checking, casa editrice il cui nome dice tutto, basta vedere i titoli: “Il fantastico Regno delle Due Sicilie” o “Anche i partigiani però…” oppure “E allora le foibe?”. Per dire dell’urgenza avvertita da molti di smontare la “fake”, le false interpretazioni storiche, come fanno appunto i “fact checker”. Insomma, la storia alla prova dei fatti. Si tratta del secondo appuntamento de “L’Aperitivo con l’autore” proposto dalla biblioteca comunale di Predazzo ogni giovedì fino a fine agosto.

Quando diciamo: «Prima gli italiani!» cosa intendiamo? – si chiede Filippi che due anni fa aveva presentato il suo primo libro di successo “Mussolini ha fatto anche cose buone”, titolo ingannevole se non fosse stato per il sottotitolo: “le idiozie che continuano a circolare sul fascismo”. Chi ha la cittadinanza italiana o chi in Italia ci abita? Chi parla italiano? Chi ha genitori italiani o chi in Italia ci è nato? E non è la prima volta che ci poniamo questa domanda: ha cominciato Dante con la ‘serva Italia’; poi d’Azeglio con gli ‘italiani da fare’; e ancora, i ‘santi, poeti e navigatori’; gli ‘italiani nuovi’ fascisti o ‘gli italiani brava gente’. Urliamo questo slogan in un paese dai confini incerti, diviso tra nord e sud, est e ovest, città e campagna. Un paese che ha faticato a parlare la stessa lingua, che racconta a sé stesso una storia composta di micromemorie di parte. Un paese in cui i momenti più divisivi della vita pubblica sono proprio le feste nazionali. Ora questa identità frammentata è messa ulteriormente sotto stress dalle generazioni di ragazze e ragazzi nati in Italia da genitori ‘forestieri’. E negli stadi, con la realtà attorno a smentire l’ennesimo precario schema identitario, si grida: «Non ci sono negri italiani».

L’appuntamento è gratuito ma su prenotazione al n. 0462/501830 e sarà trasmesso anche sui canali Facebook e Youtube della biblioteca.

Filippi sarà anche a Cavalese il 13 luglio alle 17 nel giardino della biblioteca.

 

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email

Lascia un commento