Pro Loco trentine, oltre 80 patrimoni culturali immateriali schedati nel censimento UNPLI

La Federazione Trentina Pro Loco cresce e si rafforza. È quanto emerso dall’assemblea annuale dei soci, riunitasi questa mattina a Borgo Valsugana alla presenza di un centinaio di volontari arrivati da tutto il Trentino. Nel giro di un anno le Pro Loco associate sono passate da 230 a 240, con cinque nuove realtà nate solo nell’ultimo mese.

All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio e la presentazione di una ricerca inedita dal titolo “Volontariato, benessere, comunità. Le Pro Loco come soggetti di promozione della qualità della vita nelle comunità trentine”. Lo studio è stato curato dal direttore Ivo Povinelli con un team interno e il supporto della professoressa Lea Ferrari dell’Università di Padova.

Il 2025 si è chiuso con segnali positivi sul fronte economico. I finanziamenti provinciali alle singole Pro Loco sono cresciuti in media del 18%. A questo si aggiunge un contributo per gli eventi di carattere sovralocale, di cui hanno beneficiato 13 Pro Loco trentine.

La riforma del Terzo settore e l’aumento delle associate hanno spinto la Federazione a ridisegnare la propria struttura. Maggiore attenzione alle Pro Loco in fase di costituzione, potenziamento della formazione continua e nuovi strumenti operativi, tra cui un programma di bilancio aggiornato alle normative fiscali.

Cassa Rurale Val di Fiemme

Sul fronte culturale, il 2025 ha visto la partecipazione al Censimento nazionale del patrimonio culturale immateriale promosso da UNPLI in collaborazione con il Ministero della Cultura. Sono oltre 80 i patrimoni culturali immateriali legati alle Pro Loco trentine schedati sul portale radicicultirali.it. Il 15 e 16 novembre 2025 si è inoltre svolto a Trento il convegno “Il patrimonio che vive”, con esperti da tutta Italia.

Il bilancio della Federazione si chiude sostanzialmente in pareggio. Le entrate ammontano a 487.844 euro, quasi interamente provenienti dai contributi della Provincia autonoma di Trento. I costi si attestano a 481.696 euro, destinati principalmente al personale e ai servizi per gli associati.

Nella sua relazione, la presidente Monica Viola ha richiamato il valore del volontariato nei tempi attuali. “In momenti storici complessi dal punto di vista degli equilibri politici internazionali, come della coesione sociale, il valore del volontariato, della partecipazione e della vicinanza alle persone assume un significato ancora più profondo”, ha detto. “Le Pro Loco rappresentano da sempre un presidio di comunità. Sono luoghi nei quali si custodiscono le tradizioni, si valorizzano le identità locali e si creano occasioni di incontro e di condivisione. La sfida è trovare nuovi modi per essere vicini alle persone, per coinvolgere i giovani, per interpretare i cambiamenti e i bisogni di oggi”.

Durante l’assemblea sono stati consegnati i riconoscimenti del premio Ben Fat! 2026, suddiviso in cinque categorie. Per l’innovazione è stata premiata la Pro Loco di Lundo, per la comunicazione quella di Faver, per la tradizione Grauno, per l’ambiente Faedo, con riconoscimento consegnato dal dirigente generale dell’Agenzia provinciale per l’ambiente Gabriele Rampanelli, e per la categoria comunità Vignola Falesina.

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Numerosi gli interventi istituzionali. La sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai ha sottolineato la capacità delle Pro Loco di fare rete con le amministrazioni. Claudio Ceppinati, presidente della Comunità di Valle Valsugana e Tesino, ha ricordato come la prima Pro Loco d’Italia sia nata 145 anni fa proprio a Pieve Tesino. Denis Pasqualin, presidente dell’APT Valsugana Lagorai, ha definito le Pro Loco “spalla importante per il turismo”.

Arnaldo Dandrea, presidente della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, ha evidenziato la capacità delle Pro Loco di coinvolgere giovani e donne. Stefano Modena della Fondazione Valtes ha parlato del ruolo delle Pro Loco come regia per trasformare “i fili in tessuto” nelle comunità.

Il presidente nazionale UNPLI Antonino La Spina ha posto l’accento sulla riforma del Terzo settore, entrata a regime sul piano fiscale da gennaio. “Non dobbiamo avere paura delle novità: la riforma del terzo settore è un’opportunità da cogliere che incentiva la parte migliore delle Pro Loco, la coprogettazione, il lavoro sui valori comuni, la partecipazione e la coesione sociale”.

A chiudere gli interventi l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni. “Le Pro Loco costituiscono una risorsa insostituibile per le nostre realtà locali, capaci di mantenere vive le tradizioni popolari, stimolare la socialità e unire persone di tutte le età in un forte senso di appartenenza comune”. L’assessore ha ricordato che lo scorso marzo la Giunta provinciale ha destinato oltre un milione di euro per le attività di animazione turistica e valorizzazione delle risorse locali 2026. Alla Federazione la Provincia assegna inoltre ogni anno più di 400.000 euro per l’attività di coordinamento e rappresentanza.

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